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“Mai stato così basso”. Sondaggi, cattive notizie proprio per quel partito

Le retrovie e le variazioni che contano per le coalizioni

Alle spalle dei primi tre partiti, i movimenti sono spesso di pochi decimali, ma possono risultare decisivi per la costruzione delle alleanze. Forza Italia si colloca all’8%, in lieve calo (-0,2), rimanendo davanti alla Lega.

Il partito di Matteo Salvini continua infatti a perdere terreno: -0,3 e discesa al 6,7%. Il dato assume rilievo perché, secondo quanto evidenziato dalla Supermedia, parte di quei voti confluisce verso Futuro Nazionale, che cresce ancora (+0,4) e arriva al 4,4%, rafforzandosi come soggetto esterno alle coalizioni tradizionali.

Nello stesso segmento, Alleanza Verdi Sinistra resta stabile al 6,5%, a distanza ravvicinata dalla Lega. Il quadro mette in evidenza come, nella fascia tra il 4% e il 7%, anche differenze minime possano cambiare i pesi relativi nella definizione degli equilibri interni agli schieramenti.

Più indietro, Azione di Carlo Calenda scende al 2,9% (-0,1), mentre Italia Viva di Matteo Renzi cala al 2,4% (-0,1). +Europa si conferma all’1,4%, uno dei pochi dati invariati insieme a Avs, e Noi Moderati chiude all’1,2% (-0,1).

Somma delle coalizioni: campo largo davanti, ma il margine è ridotto

Considerando la somma delle forze, il campo largo arretra complessivamente di 0,2 punti, ma mantiene il primato sulla carta. La coalizione di centrosinistra allargata viene stimata al 44,7% delle preferenze secondo la media dei dati.

Il centrodestra, invece, perde 0,6 punti e si ferma al 44,2%. Il divario, quindi, si riduce a pochi decimali e non consente di individuare uno schieramento nettamente dominante, almeno sulla base del periodo considerato dalla Supermedia.

Se si “spacchetta” il campo largo secondo le coalizioni che si erano presentate alle Politiche 2022, la fotografia cambia: il centrosinistra si attesterebbe al 29,4% (-0,7 rispetto alla precedente Supermedia), il Movimento 5 Stelle resterebbe al 12,9%, e l’allora Terzo polo scenderebbe al 5,3% (-0,3). Questa lettura sottolinea come la competitività complessiva dipenda anche dalla cornice di alleanze adottata.

Rimangono infine fuori dagli schemi coalizionali così come sono stati finora immaginati Futuro Nazionale (al 4,4%) e Azione (al 2,9%). La loro collocazione, in un quadro con distacchi così ridotti, rappresenta uno degli elementi più rilevanti per interpretare i possibili sviluppi del confronto politico nei prossimi mesi.

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