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Maldive, la scoperta da brividi sui soccorsi: terribile!

Sotto una superficie di mare che, a detta dei presenti, appariva immobile e cristallina, si è consumata una delle più drammatiche tragedie subacquee mai registrate alle Maldive. Cinque italiani non sono più riemersi da un’immersione nelle profondità dell’oceano, in un contesto che doveva essere di studio, ricerca e scoperta scientifica. A bordo dello yacht Duke of York, trasformato in base operativa della spedizione, il silenzio è diventato shock, mentre i racconti dei testimoni delineano un momento preciso in cui tutto ha iniziato a incrinarsi senza preavviso.

Maldive, la dinamica dell’immersione e l’allarme improvviso

«Non li abbiamo visti risalire. Nessun pallone si è aperto. È lì che abbiamo capito che qualcosa non andava e abbiamo dato subito l’allarme». È una frase che torna più volte nei racconti di chi si trovava sullo yacht Duke of York, teatro della spedizione scientifica organizzata da Albatros Top Boat.

Secondo le ricostruzioni dei presenti, il gruppo si era immerso in un’area complessa, tra grotte profonde dell’atollo di Vaavu, mentre il resto dei partecipanti seguiva attività di ricerca in un punto diverso e più controllato. L’assenza del segnale di risalita, il classico pallone che consente l’individuazione dei sub in superficie, ha rappresentato il primo vero campanello d’allarme. «Ci siamo accorti subito che qualcosa non andava perché non vedevamo nessun pallone», ha raccontato un testimone ancora sotto shock.

Maldive, lo shock a bordo del Duke of York e i primi soccorsi

A bordo del Duke of York, lo scenario descritto è quello di una sospensione irreale tra routine spezzata e incredulità. Mute ancora bagnate, attrezzature sparse e cabine trasformate in luoghi di attesa e interrogativi. «Mare perfetto. Nessuna allerta meteo, nessuna perturbazione, visibilità ottima», ha riferito il professor Stefano Vanin, dell’Università di Genova, smentendo l’ipotesi di condizioni marine avverse.

Il gruppo scientifico, che comprendeva anche la direttrice della spedizione Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal, i ricercatori Muriel Oddenino e Federico Gualtieri, oltre al capobarca Gianluca Benedetti, si trovava nel mezzo di una crociera di ricerca. L’assenza prolungata dei sub ha fatto scattare l’allarme, con il coinvolgimento delle autorità locali e delle imbarcazioni presenti nell’area. Secondo le testimonianze, i soccorsi avrebbero raggiunto la zona dopo circa due ore e mezza o tre.

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