Roberto Santini e una storia familiare iniziata nel 1933
La storia del Bagno Piero affonda le proprie radici nel 1933, quando l’attività venne avviata dai nonni di Roberto, Sebastiano e Siria Santini. Da allora lo stabilimento è rimasto legato alla famiglia attraversando quasi un secolo di trasformazioni della Versilia, dal turismo delle grandi famiglie italiane del dopoguerra fino all’epoca contemporanea del lusso internazionale e dei social network.
Santini era diventato il continuatore di quella tradizione, facendo della discrezione e dell’accoglienza familiare alcuni dei tratti distintivi dello stabilimento. Il Bagno Piero ha ospitato negli anni famiglie come gli Agnelli, i Moratti e i Barilla, oltre a personalità della cultura e dello spettacolo, senza perdere quella dimensione riservata alla quale il suo titolare attribuiva un valore particolare.
Solo pochi mesi fa Santini aveva spiegato come Forte dei Marmi fosse profondamente cambiata rispetto agli anni Sessanta e come fosse impossibile pensare di fermare il tempo. La sua idea era quella di innovare senza cancellare l’identità, difendendo una forma di villeggiatura fatta di rapporti duraturi, clienti che tornano ogni estate e un rapporto con la spiaggia lontano dall’ostentazione.
La difesa della tipicità degli stabilimenti del Forte
Roberto Santini era diventato negli anni anche una voce molto ascoltata nel dibattito sul futuro delle concessioni balneari. Non aveva mai nascosto le proprie critiche verso l’immobilismo del settore e aveva più volte chiesto soluzioni concrete alla questione delle gare per l’assegnazione delle spiagge.
La sua posizione era però sempre legata alla necessità di tutelare la tipicità degli stabilimenti di Forte dei Marmi, considerati non soltanto attività economiche ma parte integrante della storia e dell’identità del territorio. Santini sosteneva che l’apertura al cambiamento non dovesse necessariamente significare cancellare un modello costruito nel corso di generazioni.
Era una visione pragmatica: conservare ciò che aveva funzionato, ma evitare che la tradizione diventasse immobilismo. Anche sul turismo di lusso aveva spesso sottolineato la differenza tra la ricerca dell’ostentazione e quel modello di villeggiatura discreta che aveva caratterizzato per decenni la Versilia.
Il Bagno Piero e i personaggi che lo hanno frequentato
Lo stabilimento della famiglia Santini è diventato nel tempo uno dei luoghi simbolo di Forte dei Marmi. Roberto amava raccontarne la storia anche attraverso gli aneddoti legati ai personaggi famosi che ne avevano frequentato le tende e le cabine.
Tra gli ospiti ricordati nel corso degli anni figurano Massimo e Milly Moratti, la famiglia Agnelli, personalità dell’aristocrazia, dell’industria, dell’arte e dello spettacolo. Proprio la capacità di garantire riservatezza era uno degli elementi di cui Santini andava maggiormente orgoglioso: in un’epoca nella quale la notorietà passa sempre più spesso attraverso immagini e social network, il Bagno Piero continuava a proporre un modello quasi opposto, nel quale il privilegio consisteva anche nella possibilità di non essere osservati.
Una filosofia che Santini aveva sintetizzato più volte parlando del cambiamento avvenuto a Forte dei Marmi: un tempo si veniva anche per restare nell’ombra, oggi molto più spesso per farsi vedere. Il Bagno Piero, sosteneva, continuava invece a garantire la discrezione che ne aveva costruito la reputazione.
Il cordoglio del sindaco Bruno Murzi
La morte improvvisa di Santini ha provocato una forte reazione nell’intera comunità. L’amministrazione comunale di Forte dei Marmi ha espresso profondo cordoglio, ricordandolo come una figura strettamente legata alla storia e all’identità del paese.
“Forte dei Marmi perde una persona che apparteneva alla sua storia e alla sua identità”, ha dichiarato il sindaco Bruno Murzi, sottolineando come Santini non rappresentasse soltanto una delle famiglie storiche della balneazione fortemarmina, ma fosse diventato negli anni “un volto del paese”.
Il primo cittadino ne ha ricordato soprattutto il rapporto con le tradizioni locali e quel modo “autentico e discreto” di vivere Forte dei Marmi che, secondo Murzi, deve continuare a essere custodito. Alla famiglia Santini è arrivata la vicinanza dell’intera amministrazione comunale.
Il ricordo della Regione Toscana
Cordoglio anche dalla Regione Toscana. L’assessora regionale al turismo culturale Cristina Manetti ha definito Roberto Santini uno dei volti storici dell’accoglienza balneare della Versilia e il portabandiera di una tradizione portata avanti con “passione e lungimiranza”.
Manetti ha sottolineato il forte legame dell’imprenditore con le proprie radici e con il territorio, ricordando come sotto la guida della famiglia Santini il Bagno Piero fosse diventato non soltanto un’attività turistica, ma anche un luogo di incontro, confronto e dibattito frequentato nel corso degli anni da moltissime personalità.
La scomparsa a soli 63 anni lascia così un vuoto che va oltre il settore balneare. Santini apparteneva a quella generazione di imprenditori per i quali il proprio stabilimento rappresentava contemporaneamente un’attività economica, una storia familiare e un pezzo dell’identità della comunità.
Un simbolo della Forte dei Marmi più discreta
La figura di Roberto Santini era legata soprattutto a una precisa idea di Forte dei Marmi. Non quella costruita esclusivamente attorno al lusso ostentato e alla ricerca della visibilità, ma quella delle lunghe villeggiature, delle famiglie che tornano nella stessa tenda per anni, delle biciclette, dei pranzi al bagno e dei rapporti personali costruiti stagione dopo stagione.
Santini sapeva bene che quella Versilia non poteva essere semplicemente conservata come una fotografia. Aveva più volte riconosciuto che i tempi erano cambiati e che turismo e imprese dovevano adattarsi. Ma riteneva altrettanto importante evitare che la modernizzazione cancellasse l’anima e la specificità del Forte.
È probabilmente questo il tratto che più di ogni altro spiega il cordoglio seguito alla sua morte. Con Roberto Santini se ne va non soltanto lo storico titolare di uno degli stabilimenti più celebri della Versilia, ma uno dei custodi di un modo di intendere l’ospitalità che ha contribuito a rendere Forte dei Marmi conosciuta nel mondo.