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Mamma e figlia morte avvelenate, parla il medico che le curò: cosa si scopre

La ricina: un veleno raro e senza antidoto

La causa della morte è stata identificata nella ricina, una sostanza estremamente pericolosa e rarissima.

«Non esiste un antidoto», ha spiegato il medico. Anche una diagnosi immediata non avrebbe cambiato l’esito. La ricina agisce in quantità minime e non lascia margine di intervento: o si sopravvive o si muore rapidamente.

A differenza di altre emergenze mediche, dove esistono protocolli e strumenti per stabilizzare i pazienti, in questo caso l’organismo non ha mostrato alcuna risposta alle terapie.

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Il trasferimento del padre e i dubbi ancora aperti

Di fronte a una situazione così anomala, è stato deciso anche il trasferimento del padre della ragazza all’Istituto Spallanzani, inizialmente per precauzione.

Una scelta dettata dalla necessità di non lasciare nulla al caso, nel timore che anche lui potesse essere stato esposto alla stessa sostanza.

Intanto l’inchiesta prosegue per chiarire come sia avvenuto l’avvelenamento e chi possa essere coinvolto. Rimane una vicenda profondamente diversa da qualsiasi altra, che ha lasciato segni anche tra i medici che hanno tentato di salvare le due donne.

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