Gli accertamenti in corso: quattro fronti d’indagine
Il lavoro degli inquirenti si sviluppa su quattro livelli distinti, destinati a essere incrociati per arrivare a una risposta definitiva:
- Gli esiti delle autopsie, fondamentali per individuare eventuali danni specifici agli organi
- Le analisi del Centro Antiveleni, chiamato a valutare la possibile presenza di sostanze tossiche
- Gli esami sugli alimenti che la famiglia potrebbe aver consumato nei giorni precedenti
- Gli accertamenti clinici effettuati allo Spallanzani, relativi al padre sopravvissuto
Solo dalla convergenza di questi elementi sarà possibile stabilire se le morti siano riconducibili a un’intossicazione alimentare, a una sostanza esterna o a un’altra causa ancora sconosciuta.

L’intervento di Matteo Bassetti: “Infezione poco probabile”
A intervenire pubblicamente sulla vicenda è stato Matteo Bassetti, infettivologo e direttore della Clinica di Malattie Infettive del San Martino di Genova. Intervistato nel corso della trasmissione “Dentro la Notizia”, Bassetti ha espresso forti dubbi sull’ipotesi infettiva.
«Un’infezione difficilmente uccide due persone in così poco tempo», ha spiegato. «È più plausibile pensare a un veleno. Potrebbe trattarsi, ad esempio, di botulino, ma al momento non ci sono certezze».
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L’ipotesi dell’avvelenamento e le incognite ancora aperte
Secondo Bassetti, il quadro clinico suggerirebbe l’azione di una sostanza tossica ad effetto rapido. «Bisogna capire di cosa sono morte e quali organi sono stati colpiti», ha aggiunto, sottolineando la complessità dell’indagine e la necessità di attendere dati scientifici certi.
Resta aperta anche la questione della natura dell’eventuale avvelenamento: accidentale, alimentare o legato a un’esposizione involontaria. «Azione volontaria o involontaria? Non lo so», ha precisato l’infettivologo. «Servono certezze, non supposizioni».