La routine di Mario Roggero nel carcere di Bollate
La vita quotidiana a Bollate segue orari stabiliti. Le celle vengono aperte nelle prime ore del mattino e chiuse alle 20, con la possibilità per i detenuti di trascorrere tempo all’esterno durante la giornata.
Mario Roggero può parlare ogni giorno con i familiari attraverso una telefonata della durata di dieci minuti. Come gli altri detenuti, può inoltre utilizzare il servizio di acquisto interno, scegliendo prodotti autorizzati di uso comune, compresi pasta e caffè.
Secondo quanto riferito, il gioielliere continuerebbe tuttavia a manifestare la propria posizione con una frase ripetuta fin dal suo ingresso: «Non dovrei stare qui».
Possibile lavoro interno per Mario Roggero
Nei prossimi giorni Roggero potrebbe ricevere un incarico come contabile all’interno dell’istituto. Si tratta di una possibilità prevista nei percorsi destinati ad alcuni detenuti, ma collegata alle verifiche ancora in corso sulla sua permanenza nel carcere milanese.
Secondo quanto riportato, Bollate ospita generalmente detenuti che hanno già maturato anni di buona condotta in altre strutture. L’arrivo diretto di Roggero nell’istituto avrebbe quindi sollevato alcune perplessità.

Trasferimento da Bollate: cosa resta da definire
La destinazione di Mario Roggero non è considerata definitiva. Fra gli elementi che potrebbero portare a un trasferimento viene indicato il fatto che il suo istituto di riferimento sia quello di Cuneo, oltre alla rilevante attenzione mediatica che circonda la vicenda.
La scelta di costituirsi direttamente a Bollate avrebbe alimentato il confronto sull’assegnazione. Anche l’eventuale richiesta di un impiego in tempi rapidi è stata interpretata, secondo le ricostruzioni, come un tentativo di rafforzare la permanenza nell’istituto, generando «qualche malumore».
Al momento Roggero rimane a Bollate. Non risulta ancora assunto alcun provvedimento definitivo su un suo eventuale trasferimento.