
La vicenda di Mario Roggero continua a far discutere anche dopo la conferma definitiva della condanna. Il gioielliere di Gallo di Grinzane Cavour, condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante la rapina del 2021, è tornato al centro dell’attenzione dopo le sue dichiarazioni dal carcere e dopo alcuni passaggi contenuti nelle motivazioni della sentenza della Cassazione.
Tra gli elementi richiamati dai giudici compare anche un episodio risalente al 2005, considerato rilevante per ricostruire il modo in cui Roggero avrebbe reagito in passato a situazioni di forte tensione.

La sentenza della Cassazione e il riferimento al passato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna definitiva nei confronti del gioielliere, respingendo il ricorso presentato dalla difesa. Nelle motivazioni della decisione, i giudici hanno analizzato anche il contesto personale di Roggero, facendo riferimento alla rapina subita nel 2015 e al successivo disturbo post traumatico da stress indicato negli atti.
Secondo quanto riportato nella sentenza, quell’esperienza avrebbe contribuito a rafforzare nell’uomo la convinzione di dover intervenire personalmente per difendersi, senza affidarsi esclusivamente alle istituzioni.
L’episodio del 2005 citato dai giudici
All’interno delle motivazioni viene ricordato un episodio avvenuto nel 2005. Secondo la ricostruzione riportata dagli atti giudiziari, in quell’occasione Roggero si sarebbe presentato durante la notte a casa del fidanzato della figlia dopo una discussione con la famiglia del giovane.
Il gioielliere avrebbe aggredito il ragazzo con alcuni pugni e avrebbe poi puntato una pistola contro di lui e i suoi genitori, pronunciando anche frasi minacciose. Per quell’episodio Roggero aveva patteggiato una pena di due mesi di carcere.
I giudici hanno richiamato quel fatto come elemento utile per valutare una presunta “modalità impulsiva di reazione agli eventi”.
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