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Mario Roggero, il precedente del 2005: cosa salta fuori

Il racconto dell’arrivo in carcere

Dopo la sentenza definitiva, Mario Roggero ha raccontato al quotidiano Il Giornale le ore successive all’ingresso in carcere. Il gioielliere ha descritto un’accoglienza che, a suo dire, lo avrebbe colpito particolarmente, raccontando di essere stato ricevuto anche dal direttore della struttura.

Nel suo racconto ha parlato del momento difficile vissuto dopo la condanna e del confronto con i familiari. Tra gli episodi più dolorosi ha citato una videochiamata con uno dei nipoti, che gli avrebbe chiesto se fosse davvero finito in carcere e se lo avrebbe ancora portato a Gardaland.

Lo sfogo della moglie Mariangela

Anche la moglie Mariangela ha espresso il proprio dolore dopo la decisione definitiva. La donna ha raccontato gli anni difficili vissuti dalla famiglia dopo la rapina del 2021, parlando di un periodo segnato da processi, accuse e tensioni.

Secondo le sue parole, la condanna avrebbe avuto conseguenze profonde non solo sul marito ma sull’intero nucleo familiare, composto anche da figli e nipoti.

Perché i giudici hanno confermato la condanna

Uno degli aspetti centrali della sentenza riguarda la ricostruzione della dinamica della sparatoria avvenuta nella gioielleria nel 2021. Secondo quanto stabilito dai giudici, Roggero avrebbe sparato quando i rapinatori erano già usciti dal negozio. La Corte ha escluso che vi fosse un pericolo concreto di un nuovo ingresso dei malviventi o che la moglie fosse stata trascinata via, come sostenuto dal gioielliere durante il processo. Le immagini delle telecamere, secondo i giudici, avrebbero smentito alcuni punti della ricostruzione difensiva.

Nel corso del procedimento la difesa ha sostenuto la necessità di valutare il contesto della rapina subita e lo stato psicologico di Roggero. I giudici hanno riconosciuto l’attenuante della provocazione legata all’aggressione appena subita, ma hanno ritenuto che non potesse giustificare la reazione successiva. A pesare sulla decisione finale sarebbero stati anche il comportamento processuale del gioielliere e la valutazione dei giudici sulla mancanza di un effettivo riconoscimento della gravità dei fatti.

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