Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Mattarella, giornata storica! Appello agli italiani, cosa succede

Il prezzo della libertà: il sacrificio ricordato dal presidente della Repubblica

Un punto centrale dell’intervento ha riguardato il costo umano che rese possibile la nascita della Repubblica. Mattarella ha ricordato che quel traguardo fu raggiunto grazie al sacrificio di migliaia di italiani, citando i partigiani, le popolazioni colpite dalle violenze naziste e della Repubblica di Salò e i militari che confluirono nel Corpo italiano di Liberazione.

Nel passaggio dedicato alle scelte compiute durante l’occupazione, il presidente ha richiamato anche gli oltre 600 mila internati militari che rifiutarono di collaborare con i tedeschi, oltre agli italiani di origine ebraica deportati nei campi di sterminio.

Il riferimento alla Brigata ebraica e alla Liberazione

Nel discorso è stata menzionata anche la Brigata ebraica, ricordata per il contributo fornito alla Liberazione dell’Italia e alla costruzione di una società improntata al rifiuto dell’oppressione. Il capo dello Stato ha evidenziato come la riconquista della libertà sia stata il risultato dell’impegno di donne e uomini provenienti da percorsi diversi, uniti dall’obiettivo di riportare la democrazia nel Paese.

Costituzione, sovranità e transizione: l’omaggio ai martiri del fascismo

Nel suo intervento, Mattarella ha poi osservato che proprio quel cammino consentì alla Costituente di operare come un’assemblea effettivamente sovrana, evitando all’Italia l’ipotesi di una spartizione territoriale tra potenze alleate, scenario che coinvolse altri Paesi dell’ex Asse. Secondo il presidente, un elemento decisivo fu rappresentato da una classe dirigente non compromessa con il regime fascista, in grado di assumersi la responsabilità della transizione istituzionale.

L’Aula di Montecitorio ha risposto con una lunga standing ovation quando il capo dello Stato ha ricordato «la memoria dei martiri assassinati dal fascismo», citando Giacomo Matteotti, Giovanni Amendola, don Giovanni Minzoni, Antonio Gramsci e i fratelli Carlo e Nello Rosselli.

Il confronto con la monarchia e il richiamo allo Statuto Albertino

Nella parte conclusiva del discorso, il presidente ha richiamato anche il difficile confronto tra la precedente classe dirigente monarchica e il nuovo quadro politico emerso dopo la guerra. Secondo quanto ricordato, mentre la Corona e il governo Badoglio miravano al ripristino dello Statuto Albertino, il Paese aveva già attraversato trasformazioni profonde.

Mattarella ha quindi osservato che l’acquiescenza di Vittorio Emanuele III verso il fascismo aveva tradito lo spirito dello Statuto, aggiungendo però che l’Italia non divenne «terra di nessuno» grazie a chi seppe guidare il passaggio verso la Repubblica italiana e la nuova Costituzione.

Pagine: 1 2
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure