Sandro Junior ha giocato a calcio
Il figlio che porta lo stesso nome del padre è quello che si è avvicinato maggiormente al pallone. Sandro Junior ha giocato nel Saronno e successivamente ha allenato alcune squadre di calcio a 5 nel territorio milanese. Nonostante questo legame con lo sport, anche la sua vita professionale ha preso una direzione diversa da quella del padre. Oggi è infatti titolare di alcuni negozi di abbigliamento.
Anche Paolo ha avuto un’esperienza nel calcio. Da ragazzo è entrato nel settore giovanile dell’Inter, proprio il club che aveva consacrato il padre, ma il suo percorso non è arrivato fino al professionismo. In seguito ha scelto un’altra strada e attualmente gestisce un punto vendita all’interno di un centro commerciale. Quattro storie differenti, dunque, accomunate da un cognome pesante e dalla scelta di costruire il proprio futuro al di fuori della ribalta che aveva accompagnato Sandro Mazzola.
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Il padre Valentino e quella tragedia che cambiò tutto
Per comprendere quanto il calcio fosse legato alla storia personale di Sandro Mazzola bisogna però tornare ancora più indietro, a quando era soltanto un bambino. Suo padre Valentino Mazzola, capitano del leggendario Grande Torino, morì il 4 maggio 1949 nella tragedia di Superga. L’aereo che riportava la squadra da Lisbona si schiantò contro la collina torinese e nell’incidente persero la vita tutti i membri della squadra presenti a bordo. Sandro aveva appena sei anni.
Quella perdita lo segnò profondamente. Nel corso degli anni Mazzola ha raccontato di aver imparato molto presto a non piangere più, pur continuando a sentire la presenza del padre nei sogni. Lo immaginava mentre si allenavano insieme o si cambiavano nello spogliatoio del Torino. Anche il fratello minore Ferruccio Mazzola avrebbe seguito la strada del calcio, giocando in Serie A e diventando successivamente allenatore. Sandro, invece, trasformò quel legame con il padre in una carriera irripetibile, diventando una delle più grandi bandiere della storia dell’Inter.
Una famiglia sempre protetta dai riflettori
Negli anni Mazzola ha parlato della madre Emilia e di Graziella come di due figure fondamentali della sua vita. La madre fu colei che, dopo la tragedia di Superga, riportò Sandro a casa, mentre Graziella è rimasta al suo fianco per più di sessant’anni, dagli anni in cui era ancora un giovane calciatore fino alla lunga fase della vita trascorsa lontano dai riflettori.
È soprattutto questo il tratto che distingue la storia privata di Mazzola da quella pubblica: mentre il suo nome diventava sempre più grande sui campi di calcio, la sua famiglia rimaneva protetta e distante dalla notorietà. Graziella e i quattro figli hanno accompagnato il campione nella sua vita lontano dal campo, scegliendo percorsi personali molto diversi da quello che aveva reso celebre il cognome Mazzola in tutta Italia.