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“Meloni premier inginocchiato”. Caos alla Camera, la replica di Giorgia è feroce

Alla Camera dei Deputati il confronto politico si è trasformato in un passaggio di forte tensione istituzionale, con un botta e risposta che ha rapidamente superato il merito della discussione sulla politica estera. Durante le comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del prossimo Consiglio europeo, l’Aula è stata attraversata da proteste, richiami e reazioni contrapposte.

Al centro del caso ci sono le parole pronunciate dal deputato Francesco Silvestri, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Esteri. L’intervento, nato come critica all’impostazione internazionale dell’esecutivo, è stato interpretato dalla maggioranza come un attacco personale con una connotazione sessista, provocando una risposta immediata dai banchi del centrodestra.

Secondo quanto riportato nel resoconto della seduta, l’episodio ha innescato una bagarre in Aula, con applausi da una parte e contestazioni dall’altra, fino a rendere necessario un chiarimento nel corso della replica della premier. La vicenda ha poi avuto strascichi politici, con richieste di sanzioni disciplinari e prese di posizione pubbliche.

Il dibattito si è così spostato dal contenuto delle comunicazioni sul vertice europeo al tema del linguaggio utilizzato in Parlamento, della tutela della dignità delle istituzioni e dei confini tra critica politica e offesa personale.

Il passaggio contestato nell’intervento di Francesco Silvestri

La scintilla si è accesa durante l’intervento in discussione generale di Francesco Silvestri, che ha concentrato la propria critica sulla linea di politica estera dell’esecutivo e sul rapporto dell’Italia con alcuni attori internazionali. Nel suo discorso ha richiamato, tra gli altri, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente statunitense Donald Trump, sostenendo che la postura diplomatica del governo non avrebbe mostrato la discontinuità annunciata.

Nel passaggio divenuto oggetto di contestazione, il deputato ha messo in discussione l’idea, attribuita al governo, di “raddrizzare la schiena” rispetto alle dinamiche internazionali. In questo contesto, Silvestri ha pronunciato una frase che ha immediatamente acceso lo scontro, sostenendo che la presidente del Consiglio non avrebbe rialzato la schiena e che avrebbe invece “avrebbe semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda”.

L’affermazione ha raccolto applausi tra i banchi del Movimento 5 Stelle, mentre nel centrodestra è stata interpretata come un’espressione lesiva e non compatibile con il rispetto dovuto all’Aula e alla figura istituzionale della presidente del Consiglio. La reazione è stata pressoché immediata, con proteste e richiami che hanno reso evidente la frattura in Aula.

Secondo quanto emerso nel prosieguo della seduta, la contestazione non si è limitata al singolo passaggio, ma ha investito il tema più ampio del linguaggio politico e della possibilità che determinati riferimenti, pur presentati come metafore, possano assumere una valenza discriminatoria nel contesto in cui vengono pronunciati.

La replica di Giorgia Meloni e il riferimento al sessismo

Nella fase dedicata alle repliche, Giorgia Meloni ha scelto di affrontare direttamente l’accaduto. La premier non ha derubricato l’episodio a una semplice intemperanza dialettica e ha impostato la risposta come una contestazione netta del registro usato, ritenuto inaccettabile sul piano istituzionale.

Meloni ha ricondotto l’attacco a una dinamica che, a suo avviso, difficilmente verrebbe rivolta a un uomo seduto a Palazzo Chigi, sottolineando che certe allusioni assumono un peso diverso quando colpiscono una donna in un ruolo apicale. In Aula ha inoltre richiamato precedenti polemiche legate al linguaggio di genere, ricordando l’indignazione suscitata in passato per l’utilizzo dell’espressione “signor presidente” riferita a lei.

Nel suo intervento, la presidente del Consiglio ha posto l’accento sul punto che, secondo la sua ricostruzione, dovrebbe costituire il vero terreno del rispetto: non la sola forma grammaticale, ma la scelta di evitare espressioni che, per contenuto e sottintesi, risultino offensive. La premier ha poi sostenuto che una parte delle opposizioni sarebbe infastidita dal fatto che la prima donna a guidare il governo sia arrivata al vertice “arrivata al potere partendo da destra”, ribadendo la propria traiettoria politica e personale.

Il botta e risposta ha avuto l’effetto di aumentare ulteriormente la tensione in Aula, rendendo la seduta un caso politico destinato a proseguire anche fuori dal Parlamento, tra comunicati, dichiarazioni e richieste formali di intervento.

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