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Meloni rompe il silenzio dopo l’auto sulla folla: la reazione furiosa degli italiani

Un pomeriggio di paura nel cuore di Modena. Sabato 16 maggio 2026, intorno alle 17:25, un’auto si è diretta verso il marciapiede di via Emilia, all’altezza di largo Porta Bologna, travolgendo alcuni pedoni e generando scene di panico in una delle zone più frequentate del centro cittadino.

Secondo la prima ricostruzione, il veicolo proveniva da largo Garibaldi e procedeva a velocità sostenuta quando avrebbe improvvisamente puntato i pedoni, investendo diverse persone prima di terminare la corsa contro la vetrina di un negozio. Il bilancio aggiornato parla di 8 feriti, con 4 persone in condizioni gravi.

I casi più critici riguardano una donna di 55 anni e un uomo di 52 anni: entrambi sono stati trasferiti in elicottero all’ospedale Maggiore di Bologna e risultano ricoverati in Rianimazione. In base ad alcune testimonianze raccolte sul posto, la donna di 55 anni avrebbe riportato conseguenze gravissime, con l’amputazione di entrambe le gambe.

Il conducente, identificato come Salim El Koudri, 31 anni, nato a Seriate (Bergamo) da famiglia di origini marocchine e residente a Ravarino (Modena), è stato fermato dopo aver tentato la fuga a piedi. Nella concitazione successiva allo schianto, avrebbe anche estratto un coltello ferendo un passante intervenuto per bloccarlo. L’uomo è stato arrestato e portato in Questura per essere interrogato.

Modena, intervento dei soccorsi dopo l’auto sulla folla in via Emilia

Indagini e quadro clinico: l’intervento della Procura e della DDA

Le indagini sono coordinate dalla Procura di Modena. In via precauzionale è stato attivato anche il gruppo antiterrorismo della DDA di Bologna, con il coordinamento della procuratrice aggiunta Morena Plazzi, come avviene nei casi in cui la dinamica richiami attacchi con veicolo registrati in passato in altri Paesi europei.

Gli accertamenti si stanno concentrando su più fronti: la sequenza dell’investimento, le condizioni psicofisiche del fermato, eventuali contatti e l’analisi di dispositivi o elementi utili a definire con precisione il contesto del gesto. La perquisizione nell’abitazione di Ravarino, secondo quanto emerso finora, non avrebbe fatto emergere elementi riconducibili a radicalizzazione o collegamenti con gruppi eversivi.

Il racconto dei testimoni: panico e inseguimento dopo lo schianto

Le testimonianze raccolte in centro descrivono attimi rapidissimi e confusi, con persone a terra e passanti in fuga verso i negozi. Vediamo tutto nella pagina successiva.n«Ho visto arrivare questa macchina che ha cominciato a tranciare le prime persone. Mi sono buttato in un negozio e ho evitato di essere travolto», ha raccontato Pier Luigi Salinaro, ex giornalista della Gazzetta di Modena. Un altro testimone ha descritto l’auto che «andava a zig zag, almeno a cento all’ora» e le persone che «volavano a terra».

Dopo lo schianto contro la vetrina, secondo quanto riferito, El Koudri avrebbe tentato di allontanarsi. Un passante che aveva aperto lo sportello sarebbe stato spinto a terra; poi l’uomo avrebbe cercato di raggiungere corso Adriano, inseguito da più persone. Nel corso dell’inseguimento avrebbe estratto un coltello e colpito chi provava a bloccarlo, prima dell’arrivo della polizia.

Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva

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