
L’inverno 2026-2027 potrebbe presentare due fasi molto differenti. Secondo l’analisi del colonnello Mario Giuliacci, gli ultimi mesi del 2026 sarebbero caratterizzati da maggiore stabilità e poche precipitazioni, mentre tra gennaio e febbraio potrebbe arrivare una fase più movimentata, con possibili irruzioni fredde e neve.
La tendenza stagionale indicata dal meteorologo deriva dall’osservazione di alcuni importanti segnali climatici globali: il super El Niño, il Tripolo Atlantico e la QBO. Al momento si tratta di una valutazione generale, che non consente di definire gli effetti nelle singole regioni italiane.
Meteo inverno 2026-2027: il ruolo del super El Niño
Uno degli elementi principali presi in esame da Giuliacci è l’intensità del fenomeno nel Pacifico tropicale. Il meteorologo parla di un’anomalia eccezionale, associata a temperature superiori alla media tra 2 e 3 gradi, una condizione in grado di incidere sulla circolazione atmosferica dell’emisfero.
Come spiegato dal colonnello, si tratterebbe di “Un El Niño fortissimo, mai registrato prima”. Un segnale climatico di questa portata può influenzare l’andamento delle correnti e, di conseguenza, favorire scenari diversi nel corso della stagione fredda europea.
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