La svolta potrebbe arrivare nella seconda metà di settembre
Il passaggio verso condizioni più autunnali non sarà necessariamente graduale. Una delle caratteristiche più probabili delle prossime settimane sarà infatti l’alternanza molto rapida tra fasi stabili e peggioramenti.
L’alta pressione potrà ancora riportare sole e temperature relativamente elevate, ma basterà l’ingresso di una perturbazione atlantica per provocare un calo termico anche di diversi gradi nel giro di poche ore. Piogge e temporali torneranno quindi progressivamente più frequenti, soprattutto al Nord e sulle regioni centrali.
Secondo le ultime indicazioni di Giuliacci, intorno al 23 settembre potrebbe esaurirsi definitivamente l’attuale fase di caldo nordafricano, pur senza significare l’arrivo immediato del freddo. Il vero cambio di stagione potrebbe quindi manifestarsi soprattutto attraverso una maggiore instabilità e una riduzione delle temperature massime.
Ottobre potrebbe restare più caldo della media
Anche ottobre non sembra destinato a essere un mese particolarmente freddo. Le proiezioni stagionali indicano infatti una probabilità elevata di temperature mediamente superiori ai valori climatici normali su buona parte dell’Italia e dell’Europa centrale.
Questo non significa però che ottobre sarà un prolungamento dell’estate. La differenza fondamentale riguarda la maggiore frequenza delle perturbazioni e la progressiva riduzione delle ore di luce, che renderanno comunque le giornate molto diverse da quelle di luglio o agosto.
Potrebbero verificarsi periodi di alta pressione con temperature insolitamente miti, le cosiddette “ottobrate”, alternati a passaggi perturbati capaci di riportare piogge, vento e cali termici anche sensibili. È proprio questa alternanza a rendere ottobre uno dei mesi più difficili da prevedere nel dettaglio con settimane di anticipo.
Piogge e temporali, attenzione ai contrasti termici
Uno degli elementi più importanti dell’autunno sarà il ritorno delle perturbazioni atlantiche. Dopo un’estate molto calda, il Mediterraneo conserva ancora una notevole quantità di energia termica e l’arrivo di masse d’aria più fresca può creare contrasti particolarmente marcati.
Quando aria più fredda incontra superfici marine ancora calde, aumenta infatti la quantità di energia e umidità disponibile per lo sviluppo di temporali. Questo non significa automaticamente che ogni perturbazione produrrà fenomeni estremi, ma rende possibili episodi di maltempo localmente intenso.
Le proiezioni stagionali indicano inoltre un autunno con precipitazioni potenzialmente superiori alla norma su diverse aree del Mediterraneo, anche se stabilire oggi dove e quando cadranno le piogge più abbondanti sarebbe impossibile.
Un’Italia divisa tra Nord, Centro e Sud
Come spesso accade nelle stagioni di transizione, l’autunno potrebbe manifestarsi in tempi differenti nelle varie aree del Paese. Il Nord sarà probabilmente più esposto alle perturbazioni atlantiche, con maggiori occasioni per piogge e riduzioni delle temperature.
Al Centro potrebbe prevalere una maggiore alternanza tra giornate stabili e improvvisi peggioramenti, mentre Sud e isole potrebbero conservare più a lungo temperature miti, soprattutto durante le rimonte anticicloniche provenienti dal Nord Africa.
Questo significa che nelle stesse giornate l’Italia potrebbe presentare condizioni quasi opposte: piogge e temperature più basse al Nord e clima ancora relativamente estivo nelle regioni meridionali.
Novembre potrebbe sorprendere con temperature ancora miti
Il mese più interessante nelle tendenze stagionali è però novembre. Diversi modelli indicano infatti la possibilità di temperature ancora superiori alla media, in alcuni casi con anomalie più marcate rispetto a ottobre.
Giuliacci invita però a non interpretare automaticamente queste indicazioni come una prosecuzione dell’estate. Un novembre più caldo della norma rimane comunque un mese autunnale: avere tre o quattro gradi sopra la media non significa necessariamente avere sole e 30 gradi.
La distinzione tra “anomalia calda” e “caldo estivo” è fondamentale. A novembre le giornate sono molto più corte, le temperature notturne inevitabilmente più basse e la circolazione atmosferica può comunque favorire lunghe fasi di pioggia e maltempo.
Autunno caldo non significa autunno senza maltempo
È uno degli equivoci più frequenti quando si parla di tendenze stagionali. Dire che l’autunno sarà probabilmente più caldo della media non significa prevedere tre mesi di sole e alta pressione.
Una stagione può avere temperature medie superiori alla norma e contemporaneamente essere caratterizzata da piogge abbondanti. È sufficiente che, tra una perturbazione e l’altra, le temperature rimangano elevate oppure che le masse d’aria fredde siano meno frequenti rispetto al passato.
Proprio le attuali proiezioni mostrano questa possibile combinazione: temperature generalmente elevate e precipitazioni anche significative, soprattutto in alcune fasi della stagione.
E l’inverno? Giuliacci guarda già più avanti
Lo sguardo di Mario Giuliacci si è spinto anche verso l’inverno, ma su questo fronte le incertezze diventano inevitabilmente molto maggiori. Tra i fattori osservati c’è anche l’evoluzione di El Niño, fenomeno capace di influenzare la circolazione atmosferica globale.
Secondo alcune tendenze, la parte finale dell’autunno e l’inizio dell’inverno potrebbero mantenere temperature relativamente miti, mentre nei mesi centrali della stagione fredda potrebbero aumentare le possibilità di irruzioni di aria più fredda.
Si tratta però di scenari a lunghissimo termine. Parlare già oggi di neve, gelo o di precise ondate fredde su singole città avrebbe un’affidabilità molto limitata. Le indicazioni dovranno essere aggiornate progressivamente con l’avvicinarsi dell’inverno.
Caldo o freddo? La risposta è soprattutto variabilità
Il quadro che emerge per l’autunno 2026 è quindi meno semplice di una contrapposizione tra caldo e freddo. Settembre continuerà probabilmente a mostrare per alcuni giorni un volto quasi estivo, prima di una progressiva crescita dell’instabilità. Ottobre potrebbe restare mediamente mite ma alternare fasi anticicloniche e perturbazioni, mentre novembre potrebbe risultare ancora più caldo della media senza per questo assumere caratteristiche estive.
La vera protagonista sarà probabilmente la variabilità, con passaggi molto rapidi da condizioni stabili e miti a giornate di pioggia, temporali e sensibili cali termici.
L’estate, dunque, non sembra intenzionata a sparire da un giorno all’altro. Ma l’autunno sta già preparando il cambio di scenario.