Neve al Nord e non solo: le zone più esposte
L’aspetto più rilevante di questa fase riguarda la neve, che tornerà protagonista su molte aree del Paese. Sabato sono attese nevicate sulle Alpi fino a quote basse, comprese tra 300 e 700 metri, con possibili fiocchi anche su basso Piemonte, entroterra ligure e rilievi tosco-emiliani.
Domenica la neve continuerà a interessare le Alpi, ad eccezione dei settori orientali, e il versante tirrenico dell’Appennino. Sui rilievi appenninici centro-settentrionali la quota neve potrà scendere tra 300 e 700 metri, mentre su Campania, Basilicata e Calabria le nevicate sono previste tra 800 e 1.300 metri.
Nevicate fino in pianura e nuovi accumuli a fine mese
Il secondo ciclone, atteso dal 27 gennaio, sarà quello con il potenziale più rilevante per le basse quote. Sono previste nevicate fino a bassa quota sulle Alpi centro-occidentali, mentre il 28 gennaio potrebbero verificarsi nevicate abbondanti sulle Alpi orientali tra 300 e 800 metri.
Sempre il 28 non si esclude la possibilità di neve fino in pianura sul Piemonte, scenario che dipenderà dall’intensità delle precipitazioni e dalla tenuta delle temperature. Tra il 30 e il 31 gennaio, infine, nuove nevicate sono attese sulle Alpi occidentali e successivamente anche su quelle centrali.
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Temperature: freddo al Nord, valori nella norma al Sud
Dal punto di vista termico, la situazione sarà molto differenziata. Il Nord Italia farà i conti con temperature più basse della media, soprattutto in Val Padana e lungo il medio Adriatico, comprese Marche e Abruzzo. I cicloni in arrivo favoriranno infatti l’afflusso di aria più fredda su queste zone.
Diverso il discorso per il Sud e le regioni tirreniche, dove prevarranno venti più miti di origine sud-occidentale. In queste aree il freddo sarà relativo, con valori generalmente in linea con le medie stagionali: circa 10 gradi al Centro e tra 10 e 13 gradi al Sud, secondo le stime di Giuliacci.