Intercettazioni di Andrea Sempio: cosa valutano gli inquirenti
Tra gli elementi esaminati nel fascicolo bresciano figura una delle intercettazioni di Andrea Sempio, indicata come un passaggio rilevante nell’ambito degli accertamenti. Da quel contenuto, stando alle informative, emergerebbero dichiarazioni considerate utili per ricostruire contatti e contesti, ma non sufficienti a fornire un riscontro determinante a sostegno dell’accusa di corruzione.
In base a quanto riportato, non sarebbero stati individuati elementi decisivi capaci di consolidare l’ipotesi secondo cui Venditti avrebbe ricevuto denaro in relazione alla richiesta di archiviazione del 2017. L’analisi del materiale investigativo, dunque, non avrebbe rafforzato la ricostruzione accusatoria ipotizzata nella fase iniziale.
Le intercettazioni restano comunque un punto centrale del procedimento, perché ritenute utili a delineare rapporti tra i soggetti coinvolti e a chiarire eventuali dinamiche legate alla gestione del caso.

Mario Venditti e l’ipotesi di archiviazione: scenario e conseguenze
Alla luce degli sviluppi più recenti, la posizione di Mario Venditti sembrerebbe avvicinarsi a una possibile archiviazione. I pubblici ministeri Donato Grego e Alessio Bernardi starebbero valutando questa strada alla luce della mancanza di elementi ritenuti sufficienti per sostenere l’impianto accusatorio.
Un’eventuale archiviazione avrebbe anche ricadute sul piano procedurale. Verrebbe meno, infatti, il presupposto che aveva determinato la competenza territoriale di Brescia, legata alla presenza di magistrati del distretto milanese tra gli indagati. In quel caso, il fascicolo potrebbe rientrare alla Procura di Pavia, competente in origine.
Il filone bresciano e le altre posizioni al vaglio
Il filone di indagine aperto a Brescia si intreccia con altre posizioni tuttora oggetto di valutazione, tra cui quelle di alcuni appartenenti all’Arma. Le informative depositate nelle ultime ore avrebbero segnalato profili che potrebbero portare a una rilettura delle condotte contestate.
Restano sotto esame anche alcuni legali coinvolti nel procedimento, tra cui gli avvocati Massimo Lovati, Federico Soldani e Simone Grassi. Agli inquirenti avrebbero riferito di aver ricevuto somme in contanti per spese legali non documentate.
Nel quadro delle conversazioni intercettate, gli investigatori stanno inoltre analizzando passaggi che riguardano l’ex maresciallo Giuseppe Spoto e il luogotenente Silvio Sapone, ancora oggetto di approfondimento all’interno dell’indagine complessiva.

Archiviazione 2017 e “indagine sull’indagine” nel caso Garlasco
Il passaggio chiave resta l’archiviazione del 2017 relativa a Andrea Sempio, che all’epoca era indagato nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Proprio su quella decisione si è innestata la riapertura degli accertamenti e la verifica di una possibile irregolarità nelle valutazioni che portarono alla richiesta di archiviazione.
Nel corso delle attività di verifica era stato acquisito anche un appunto manoscritto rinvenuto durante una perquisizione nell’abitazione della famiglia Sempio, nel quale compariva un riferimento a una presunta somma di denaro collegata all’archiviazione. In una prima fase l’elemento era stato considerato come possibile indizio di accordi illeciti, ma non avrebbe trovato riscontri definitivi.
Secondo la ricostruzione difensiva, invece, quel riferimento sarebbe riconducibile a una stima interna dei costi legali e non a pagamenti irregolari.
Le difese e le contestazioni: la linea di Venditti
La difesa di Mario Venditti ha negato qualsiasi ipotesi di condotta illecita, evidenziando che l’archiviazione del 2017 sarebbe stata adottata sulla base della convinzione della responsabilità di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi.
Secondo il legale dell’ex magistrato, Domenico Aiello, l’attività investigativa avrebbe mostrato criticità nella fase iniziale, con particolare riferimento alla gestione delle perquisizioni e alla costruzione dell’ipotesi accusatoria. Vengono inoltre contestate le tempistiche delle iniziative giudiziarie e la loro esposizione mediatica.
Il quadro giudiziario resta aperto, ma dagli elementi raccolti in questa fase l’ipotesi di corruzione sembrerebbe progressivamente perdere consistenza sul piano degli indizi finora valutati.