L’ex polverificio di Pallerone al centro dell’attenzione
Il luogo indicato per il possibile primo Cpr toscano è Pallerone, nel Comune di Aulla, in provincia di Massa Carrara. Il Ministero dell’Interno ha individuato un ex polverificio di circa 170mila metri quadrati, un’area di grandi dimensioni che dovrebbe essere sottoposta agli approfondimenti tecnici necessari prima di qualsiasi scelta definitiva.
Al momento, l’individuazione del sito non equivale all’avvio dei lavori. Restano da effettuare verifiche sulla fattibilità dell’intervento, sulle caratteristiche dell’area e sulle opere eventualmente richieste per adattare l’ex complesso alla funzione prevista. Gli accertamenti dovranno chiarire tempi, condizioni e sostenibilità del progetto.
L’ipotesi di Aulla era stata comunicata già ad aprile dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Eugenio Giani. In quella circostanza il presidente della Regione aveva espresso una netta opposizione, indicando per la Lunigiana una prospettiva differente, legata alla valorizzazione turistica, culturale e sociale del territorio.
Proprio la collocazione geografica dell’area rende il dossier particolarmente delicato. Il possibile utilizzo dell’ex polverificio ha attirato l’attenzione delle istituzioni e delle comunità locali, mentre il confronto tra Viminale, Regione Toscana e Comune di Aulla è destinato a proseguire nelle prossime fasi di valutazione.

La strategia del Viminale per i rimpatri
Il progetto rientra nella strategia del Viminale per rafforzare la presenza dei Centri di permanenza per i rimpatri in più parti d’Italia. L’intenzione è quella di disporre di strutture distribuite in modo più capillare, così da ridurre la necessità di trasferire le persone trattenute verso Cpr collocati in altre Regioni.
Nei Cpr vengono trattenuti, nei limiti e secondo le procedure fissate dalla normativa, cittadini stranieri destinatari di provvedimenti di espulsione quando non sia possibile eseguire subito il rimpatrio. La permanenza è collegata all’identificazione, all’acquisizione dei documenti e all’organizzazione del viaggio di rientro, attività che coinvolgono diverse autorità e richiedono tempi tecnici.
Il governo considera l’ampliamento della rete uno strumento per rendere più rapida l’esecuzione dei rimpatri. La Toscana continua invece a contestare l’impostazione e a chiedere che il territorio non venga destinato a una struttura di questo tipo. Due posizioni distanti, che per ora non trovano un punto di incontro.
Ora l’attenzione resta sugli approfondimenti relativi al sito di Pallerone e sulle successive decisioni del Ministero dell’Interno. Finché non saranno completate le verifiche e definiti gli eventuali passaggi amministrativi, il futuro del Cpr di Aulla rimarrà un dossier aperto, al centro di uno scontro che coinvolge governo, Regione e territorio.