Geolocalizzazione e ammissioni: il quadro dell’indagine
Tra gli elementi al vaglio degli investigatori ci sarebbe anche un’applicazione di geolocalizzazione installata sul cellulare di uno dei due adolescenti, capace di individuare il dispositivo a distanza. Questo dato, unito ai filmati e alle ulteriori verifiche effettuate, avrebbe aiutato a ricostruire gli spostamenti dei ragazzi.
Davanti ai carabinieri e al pubblico ministero, i due minorenni avrebbero ammesso le proprie responsabilità. Stando alle cronache, avrebbero definito quanto accaduto un “gioco”, facendo riferimento alla noia e al desiderio di dare una bastonata. Avrebbero inoltre riferito di essersi fermati dopo avere appreso delle condizioni dell’attore ferito.
Le dichiarazioni raccolte nell’ambito dell’indagine dovranno ora essere esaminate nelle sedi competenti. La situazione resta delicata e ogni passaggio sarà valutato dalla magistratura minorile.

Davide Iacopini in terapia intensiva e le ipotesi di reato
Per l’aggressione ai danni di Davide Iacopini, 42 anni, l’ipotesi contestata è quella di tentato omicidio. Per gli altri episodi oggetto degli accertamenti si procede invece per lesioni.
L’attore è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Camillo di Roma e le sue condizioni vengono indicate come gravi. La vicenda ha provocato forte tensione nel quartiere e continua a sollevare interrogativi sulle modalità degli episodi e sulle responsabilità da accertare.
Dalle indagini sarebbe inoltre emerso che i due ragazzi non sarebbero figli dell’avvocato che, il 7 ottobre, aveva presentato denuncia per il furto di una minicar identica a quella descritta dalle vittime. Il rapporto tra quella denuncia e l’inchiesta in corso resta da chiarire.
Le generalità dei minorenni non sono state diffuse. Per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.
