Autopsie: incarico formale e collegio di esperti
Nelle ultime ore è stato formalizzato l’incarico per gli esami autoptici sui corpi recuperati dal team di soccorso finlandese di Dan Europe nelle grotte di Hekunu Kandu. Il conferimento dell’incarico è avvenuto in procura a Busto Arsizio, disposto dalla pm Nadia Alessandra Calcaterra su delega della procura di Roma.
Gli accertamenti verranno eseguiti da un collegio di specialisti: il medico legale Luca Tajana dell’Istituto di medicina legale dell’Università di Pavia, la tossicologa Cristiana Stramesi e l’anestesista e rianimatore Luciano Ditri, indicato come esperto di medicina subacquea e sportiva.
In parallelo, per la famiglia Gualtieri è stata annunciata la nomina di un consulente di parte: l’avvocato Antonello Riccio ha comunicato il conferimento di un incarico alla dottoressa Carola Vanoli, che seguirà ulteriori verifiche nell’interesse della difesa.
Gli esami dovranno stabilire con precisione se la causa del decesso sia riconducibile ad anossia, come indicato dalle prime ipotesi investigative, e in che modo essa si sia determinata. Tra i punti da chiarire rientra la possibilità di una perdita di orientamento all’interno delle grotte, con conseguente consumo progressivo dell’ossigeno disponibile.
Le indagini: raccolta di atti, testimonianze e documentazione
Sul versante investigativo proseguono le attività delegate alla squadra mobile di Genova dalla procura di Roma. Gli inquirenti stanno acquisendo atti e testimonianze per ricostruire l’intera sequenza dei fatti, dalla preparazione dell’immersione fino ai momenti immediatamente precedenti alla tragedia.
Un nodo centrale riguarda il contesto dell’attività svolta dal gruppo e l’organizzazione complessiva della permanenza alle Maldive. In particolare, dovrà essere chiarito quali fossero i compiti e il perimetro della missione affidata dall’Università di Genova alla professoressa Monica Montefalcone.
L’ateneo ha già fornito una puntualizzazione: “l’attività di immersione subacquea non rientrava in alcun modo nelle attività previste dalla missione scientifica, ma è stata svolta a titolo personale”. Si tratta di un elemento che, secondo gli inquirenti, impone ulteriori approfondimenti sul quadro operativo in cui si è verificato l’incidente.
La ricostruzione, inoltre, dovrà tenere insieme più livelli: le condizioni ambientali, la profondità, l’eventuale presenza di criticità lungo il percorso in grotta e la gestione delle risorse d’aria. In questa fase, gli accertamenti mirano a ricostruire i fatti in modo lineare, basandosi su dati documentali e riscontri tecnici.
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