
Il caso della ricina a Pietracatella resta avvolto da interrogativi che, invece di ridursi, sembrano aumentare con il proseguire degli accertamenti. La morte di Antonella e della figlia Sara, avvenuta dopo Natale, è al centro di un’indagine per duplice omicidio premeditato contro ignoti. Ora prende spazio una possibilità diversa e particolarmente drammatica: le due donne potrebbero non essere state il bersaglio dell’avvelenamento.
Gli investigatori stanno cercando di stabilire quando e in che modo la sostanza sia stata ingerita. Analisi di laboratorio, testimonianze, verifiche su oggetti d’uso quotidiano e controlli sui dispositivi elettronici compongono un quadro ancora incompleto. Ogni elemento può rivelarsi importante per ricostruire la vicenda.

Caso ricina a Pietracatella, l’ipotesi sul bersaglio
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la nuova ipotesi al vaglio è che Antonella e Sara possano essere morte accidentalmente, dopo aver assunto un veleno che sarebbe stato destinato a Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime. L’ex sindaco di Pietracatella, piccolo comune della provincia di Campobasso, potrebbe dunque essere rimasto coinvolto nella tragedia familiare senza esserne l’obiettivo diretto.
La ricina potrebbe essere stata collocata in un vasetto ricevuto in regalo oppure disciolta nell’acqua di due borracce. Proprio le borracce sono state affidate agli specialisti tedeschi dell’istituto Koch, struttura considerata tra i riferimenti europei nel contrasto al bioterrorismo. Gli esiti degli accertamenti potrebbero offrire indicazioni decisive sul mezzo utilizzato per la somministrazione.
È un passaggio centrale dell’inchiesta. Capire chi fosse il possibile destinatario del veleno cambierebbe infatti l’interpretazione dell’intero duplice omicidio e la ricerca del movente. Al momento nessuna ricostruzione è stata definita in via conclusiva.
Indagine per duplice omicidio: oltre 200 persone ascoltate
La procuratrice di Larino Elvira Antonelli, che coordina le indagini sul cosiddetto giallo di Pietracatella, non esclude alcuna pista. Da quando la Procura ha aperto il fascicolo contro ignoti per duplice omicidio premeditato, sono state raccolte oltre 200 audizioni.
L’attenzione degli inquirenti non riguarda soltanto gli esami scientifici. Si concentra anche sui rapporti personali, sulle abitudini delle persone coinvolte e sulle eventuali ricerche compiute online. Nelle ultime ore sono stati disposti quattro decreti di perquisizione, legati a filoni investigativi differenti.
I provvedimenti prevedono l’acquisizione e l’analisi di circa 200 computer collocati in laboratori scolastici e negli uffici delle presidenze. La finalità è verificare se sui dispositivi siano state effettuate ricerche relative alla ricina, alle sue caratteristiche e alle modalità con cui potrebbe essere impiegata.
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