
L’inchiesta di Brescia e gli accertamenti sulla presunta corruzione
L’indagine bresciana, avviata nel 2025, nasce dall’esigenza di verificare la possibile esistenza di irregolarità connesse a procedimenti trattati nell’ambiente giudiziario pavese. Il fascicolo sulla presunta corruzione in atti giudiziari è distinto dalle valutazioni di merito sul delitto di Garlasco, ma intercetta alcuni passaggi già emersi nel percorso giudiziario che ha riguardato Andrea Sempio.
La posizione di Giuseppe Sempio resta oggetto di approfondimento proprio per comprendere se vi sia stato un passaggio di denaro finalizzato a favorire l’archiviazione del figlio. In tale prospettiva, viene valutato anche un eventuale coinvolgimento di Silvio Sapone, che operava nella polizia giudiziaria pavese nel periodo delle indagini svolte tra il 2016 e il 2017. Le verifiche, tuttavia, non equivalgono a un’accusa definitiva e dovranno essere sostenute da riscontri documentali e testimoniali.
Il nome di Federico Soldani viene invece richiamato in relazione al suo ruolo di allora quale avvocato della famiglia Sempio. Secondo quanto emerso, gli inquirenti intendono chiarire se siano esistiti contatti o interlocuzioni utili a comprendere la circolazione di informazioni investigative. Anche su questo fronte non risulterebbero, al momento, provvedimenti formali nei confronti del professionista.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva
