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Olimpici ‘usati’ dal Pd: scoppia il caso. La rabbia degli atleti. Arriva la difesa

Immagine collegata al caso del video del Partito Democratico con atleti azzurri

Olimpici ‘usati’ dal Pd: scoppia il caso. La rabbia degli atleti. Arriva la difesa. Si è chiuso con la rimozione del contenuto il caso legato al video pubblicato dal Partito Democratico per sostenere il “no” al referendum sulla giustizia, in cui comparivano gli atleti azzurri del curling. Dopo le reazioni nel mondo dello sport e della politica, il partito ha diffuso una nota ufficiale per chiarire le ragioni della pubblicazione e confermare il passo indietro.

Il video sul referendum con gli atleti azzurri

Al centro della vicenda, l’uso dell’immagine di un evento sportivo seguito dal pubblico e la scelta di un formato comunicativo definito dal partito come tipico dei social. Nella nota viene riportato: “Il post pubblicato qualche ora fa dall’account del Partito democratico utilizzava l’immagine di un evento sportivo che aveva avuto grande seguito, con un linguaggio comunicativo, quello del meme, che per sua natura funziona grazie alla sua semplicità e si inserisce in un contesto ironico”.

Il comunicato precisa inoltre che non vi sarebbe stata l’intenzione di coinvolgere direttamente gli atleti nella campagna referendaria o di attribuire loro un orientamento politico. Nel testo si legge: “Non vi era nessuna intenzione di coinvolgere direttamente gli atleti nella campagna referendaria, di attribuire loro una posizione politica, né di strumentalizzare in alcun modo le loro prestazioni sportive, delle quali siamo, come tutti, orgogliosi”.

Nazionale italiana di curling a Cortina durante le Olimpiadi

La nota del Partito Democratico sul video e il chiarimento

Secondo quanto comunicato dai vertici del Nazareno, la pubblicazione del contenuto sarebbe stata legata a una scelta di linguaggio digitale. Il partito ha ricondotto l’episodio a una modalità espressiva utilizzata sui social e ha sostenuto che il riferimento all’evento sportivo non mirava a collegare i risultati degli atleti a posizioni politiche.

La vicenda si è inserita in un contesto già sensibile, con l’avvicinarsi di Milano-Cortina e con l’attenzione istituzionale sui rapporti tra sport e comunicazione politica.

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