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Omicidio Pierina Paganelli, la sentenza su Louis Dassilva

La Corte ha deciso di assolvere Louis Dassilva dall’accusa di aver ucciso Pierina Paganelli, disponendone l’immediata scarcerazione. Il 36enne è scoppiato in lacrime al momento della lettura della sentenza, mentre i figli della vittima, Chiara, Giuliano e Giacomo Saponi, insieme agli altri familiari presenti, sono rimasti seduti in silenzio senza manifestare reazioni particolari.

Poche ore più tardi, l’ormai ex imputato ha lasciato il carcere dei Casetti di Rimini con alcuni borsoni contenenti i suoi effetti personali. Ad attenderlo fuori c’erano telecamere e fotografi. Il primo gesto è stato l’abbraccio con la moglie. Tra le lacrime, Dassilva ha commentato: “Ha vinto la giustizia”. Poi ha aggiunto: “È la rinascita della giustizia”. Valeria Bartolucci ha invece voluto chiudere simbolicamente un capitolo doloroso della loro vita affermando: “Non torneremo mai più in via del Ciclamino”.

Il processo, iniziato il 15 settembre 2026 con Dassilva già detenuto, è durato nove mesi. Nel corso delle udienze sono stati acquisiti migliaia di documenti, intercettazioni e perizie. Tra gli elementi più discussi, l’esame del Dna effettuato dal professor Emiliano Giardina, che non ha trovato tracce riconducibili all’imputato, e l’analisi della cosiddetta Cam3 della farmacia di via del Ciclamino. Se per la Procura quella telecamera aveva ripreso l’assassino subito dopo il delitto, il consulente nominato dal Tribunale è giunto a conclusioni differenti, sostenendo che la persona immortalata fosse un altro condomino.

Un ruolo centrale nel dibattimento è stato ricoperto anche dalle dichiarazioni di Manuela Bianchi, nuora della vittima e indagata per favoreggiamento. Dopo tre giorni di interrogatori, la donna aveva raccontato di aver incontrato Dassilva nel garage prima del ritrovamento del corpo e di aver ricevuto indicazioni su come comportarsi con gli investigatori. Proprio sull’attendibilità di queste dichiarazioni si è concentrata gran parte della battaglia processuale. Dassilva, dal canto suo, ha sempre proclamato la propria innocenza, respingendo ogni accusa e arrivando anche a rinnegare la relazione sentimentale con Manuela. Una linea difensiva che, alla fine, ha convinto la Corte, lasciando però ancora senza un colpevole l’omicidio di Pierina Paganelli.

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