Il cambiamento che si noterà soprattutto nel pomeriggio
L’aspetto destinato a farsi sentire maggiormente non sarà tanto l’ora di sonno guadagnata nella notte del passaggio, quanto la nuova distribuzione della luce durante la giornata. Spostando le lancette indietro di un’ora, le ore luminose si concentreranno maggiormente al mattino.
Questo significa che il buio arriverà prima nel tardo pomeriggio. Chi esce dal lavoro o da scuola quando l’autunno è già inoltrato potrebbe trovarsi a percorrere la strada di casa con il cielo già scuro. È una caratteristica che accompagna ogni ritorno all’ora solare e che diventa ancora più evidente man mano che ci si avvicina all’inverno.
Non cambiano invece le ore di luce determinate dal ciclo stagionale: a cambiare è il modo in cui vengono collocate rispetto all’orario indicato dagli orologi. Per questo il ritorno all’ora solare modifica soprattutto le abitudini e la percezione della giornata.

Perché si continua a discutere sull’abolizione
E proprio il cambio delle abitudini è uno dei motivi per cui da anni si discute sulla possibilità di eliminare il passaggio due volte all’anno. Il tema non riguarda soltanto il sonno o la vita quotidiana, ma anche i consumi energetici e l’organizzazione delle attività.
In Italia il dibattito è tornato nuovamente sotto i riflettori e alla Camera è stata avviata un’indagine conoscitiva sull’ipotesi di mantenere stabilmente l’ora legale. Tra gli argomenti esaminati c’è anche quello del risparmio energetico. Secondo i dati diffusi da Terna, tra il 2004 e il 2025 il ricorso all’ora legale avrebbe consentito di risparmiare oltre 12 miliardi di kilowattora, con un valore economico complessivo stimato in circa 2,3 miliardi di euro.
Per il momento, però, non c’è stata una modifica definitiva delle regole. Il sistema del doppio orario rimane quindi in vigore.
Anche l’Europa non ha ancora cambiato sistema
La questione non riguarda soltanto l’Italia. A livello europeo il superamento del cambio stagionale è discusso da anni. Nel 2018 la Commissione europea aveva presentato una proposta per porre fine all’alternanza tra ora legale e ora solare, lasciando agli Stati membri la possibilità di scegliere quale orario mantenere permanentemente.
Il problema principale è stato il coordinamento tra i diversi Paesi. Una scelta non uniforme rischierebbe infatti di creare differenze di orario tra Stati confinanti, con conseguenze sull’organizzazione dei trasporti, delle attività economiche e dei rapporti transfrontalieri. L’iter non ha portato finora a una decisione definitiva e, di conseguenza, il sistema attuale continua a essere applicato.
Quando tornerà l’ora legale
Per il momento, dunque, la data da cerchiare è 25 ottobre 2026. Nella notte precedente le lancette torneranno indietro di un’ora e l’Italia entrerà nuovamente nel periodo dell’ora solare.
Il successivo cambio, se il calendario non verrà modificato da nuove disposizioni, arriverà invece nella primavera del 2027: l’ora legale tornerà nella notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo, quando le lancette verranno spostate in avanti di un’ora. Fino ad allora, il conto alla rovescia per il prossimo cambio d’orario è già iniziato.