
Mattinata di forte tensione a Scandicci, dove un’area urbana già segnata dall’abbandono è diventata improvvisamente il centro di un’indagine complessa. All’interno dell’ex complesso Cnr, da tempo dismesso e parzialmente degradato, è stato rinvenuto il cadavere di una donna, circostanza che ha fatto scattare immediatamente l’allerta e l’intervento delle forze dell’ordine.
Sul posto sono arrivati carabinieri del comando locale e specialisti della scientifica, incaricati dei rilievi e della messa in sicurezza dell’area. Gli esperti hanno avviato le prime verifiche per cristallizzare la scena del crimine, raccogliendo eventuali tracce biologiche e reperti utili a ricostruire dinamiche e tempistiche del decesso.
La polizia municipale di Scandicci ha collaborato alla delimitazione del perimetro con nastri e barriere, garantendo l’operatività della scientifica e la sicurezza dei residenti. Il coordinamento investigativo è affidato al magistrato di turno, Alessandra Falcone, presente sin dalle prime fasi del sopralluogo.

Identificazione della vittima e primi accertamenti
Le attività investigative, al momento, si concentrano su più fronti: dall’identificazione della donna fino alla raccolta di ogni possibile elemento utile a definire tempi e modalità del decesso. In questa fase, l’obiettivo è ricostruire un quadro oggettivo attraverso riscontri tecnici, senza anticipare conclusioni prima delle valutazioni medico-legali e degli approfondimenti investigativi.
Viene inoltre verificata la presenza di telecamere di sorveglianza nella zona e lungo le principali vie di accesso. Le registrazioni, sia pubbliche sia private, potrebbero fornire informazioni su chi e quando abbia avuto accesso al complesso, contribuendo a delineare i movimenti precedenti al ritrovamento.
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