Il percorso nella Fiera e gli incontri con i giovani
Entrato nei padiglioni, Leone XIV ha seguito un itinerario transennato di circa un chilometro, predisposto per consentire ai presenti di salutarlo. Il passaggio tra la folla ha rappresentato il momento più partecipato della permanenza alla Fiera, dove l’affluenza e le misure organizzative erano state pianificate fin dalla mattina, con l’apertura degli accessi alle 10.30.
La prima esposizione visitata dal Papa è stata “Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova – Agostino di Ippona”, allestita nel padiglione C2. Il riferimento a Sant’Agostino ha assunto un valore particolare per Leone XIV, appartenente all’ordine agostiniano e già presentatosi, dopo l’elezione, come «un figlio di Sant’Agostino». La mostra ripercorre l’esperienza umana e spirituale del vescovo di Ippona, segnata dalla ricerca di senso e dalla conversione.
Nel percorso era inserita anche la mostra “Léon Harmel, la profezia di un’impresa”, dedicata all’imprenditore francese considerato tra i precursori della dottrina sociale della Chiesa. L’accostamento tra la figura di Harmel, Leone XIII e la Rerum novarum ha riportato l’attenzione sul lavoro, sulla dignità dei lavoratori e sulle conseguenze dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi e nella vita sociale.
Leone XIV ha poi incontrato bambini e famiglie al Villaggio Ragazzi, nel padiglione B1, spazio riservato per l’occasione ai minori fino a 14 anni accompagnati dai genitori. L’iniziativa ha posto al centro le nuove generazioni, in una visita caratterizzata non soltanto da incontri istituzionali e discorsi, ma anche dal contatto diretto con le persone presenti.
Il discorso di Leone XIV: dialogo, fraternità e persone
L’intervento più atteso si è svolto alle 16 nel Grand Auditorium. L’accesso alla sala era regolato dai pass, ma il discorso è stato trasmesso anche negli altri spazi della manifestazione, permettendo al pubblico presente in Fiera di seguirne i contenuti. L’attenzione si è concentrata in particolare sul rapporto fra fraternità, pace e confronto tra persone e popoli.
“Anche oggi la pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi”. Il Papa parla al popolo di CL. E’ da 44 anni che un Pontefice non interveniva al Meeting riminese. “Papa Francesco con l’Enciclica Fratelli tutti – ricorda Prevost – ci ha insegnato a coltivare l’amicizia sociale, che rappresenta il volto pubblico, dinamico e concreto della fraternità. Riconoscendoci, infatti, nella dignità di figli di Dio, veniamo a contatto con ciò che accomuna originariamente gli esseri umani, al di là di ogni diversità, separazione o conflitto”.
“Possiamo immedesimarci l’uno nell’altro, ascoltarci e diventare amici, tra persone e quindi anche tra popoli. Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone”, sottolinea. Il richiamo alla pace e all’amicizia sociale ha definito il nucleo dell’intervento, in coerenza con il tema scelto dal Meeting e con un quadro segnato da guerre e divisioni.
Il Pontefice ha inoltre indicato la necessità di un cambiamento nei rapporti economici, culturali e tecnologici.