Uso del cellulare della vittima e ipotesi di depistaggio
Nel corso dell’attività investigativa è emerso anche un presunto utilizzo del telefono cellulare della vittima dopo la morte, con possibili finalità di simulare la sua presenza e sviare le ricerche. L’ultima conversazione WhatsApp con la madre risale alla mattina del 9 gennaio, in un arco temporale ritenuto compatibile con gli spostamenti dell’indagato, documentati dalle telecamere di sorveglianza.
Tali riscontri vengono valutati dalla Procura come indicativi di una possibile messa in scena successiva al delitto.

Arresto di Claudio Agostino Carlomagno e confessione
Claudio Agostino Carlomagno è stato sottoposto a fermo con le accuse di femminicidio e occultamento di cadavere ed è attualmente detenuto presso il carcere di Civitavecchia. Nel corso dell’interrogatorio di convalida, l’uomo avrebbe confessato l’omicidio. Le indagini sono condotte dai carabinieri, sotto il coordinamento del procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori.
Ai suoi difensori l’indagato avrebbe dichiarato di trovarsi in uno stato confusionale e di non ricordare nulla, sostenendo quindi di non sapere perché l’ha uccisa. La diffusione di questa versione ha generato numerose reazioni sulle piattaforme social. Un utente su X ha scritto: “Non ricordi nulla ma ricordi di scavare una buca e usare una benna”, mentre un altro commento recita: “La memoria selettiva non cancella le prove”. A ciò si aggiunge: “Dire ‘non ricordo’ davanti a 23 coltellate è un insulto a Federica”.
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Il reato di femminicidio e gli sviluppi giudiziari
La Procura di Civitavecchia contesta a Carlomagno il nuovo reato di femminicidio previsto dall’articolo 577 bis del codice penale, che contempla la pena dell’ergastolo. Parallelamente, la madre dell’indagato, Maria Messenio, che ricopriva l’incarico di assessore alla Sicurezza e Legalità del Comune di Anguillara Sabazia, ha presentato le proprie dimissioni.
Per completare il quadro peritale, sono stati disposti ulteriori esami istologici e tossicologici, i cui risultati sono attesi entro un termine di circa 90 giorni. Tali accertamenti dovranno fornire ulteriori dettagli sulle modalità e sui tempi del decesso di Federica Torzullo.
Allo stato, le risultanze dell’autopsia descrivono un quadro di violenza estrema, con una vittima non soltanto uccisa, ma successivamente vilipesa e parzialmente distrutta nel tentativo di cancellare le tracce del reato. Le indagini proseguono per definire ogni singolo passaggio della vicenda e ricostruire con precisione la dinamica dell’omicidio.