
L’ospedale Monaldi di Napoli è al centro di un allarme interno che scuote la fiducia nel lavoro quotidiano e nella sicurezza dei pazienti. Una lettera inviata dai professionisti della struttura descrive una situazione di tensione e paura che sembra protrarsi da tempo, con conseguenze dirette sulla qualità dell’assistenza e sul benessere del personale. A leggere la missiva ai cronisti è stato Francesco Petruzzi, legale dei genitori del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni deceduto lo scorso 21 febbraio dopo un trapianto di cuore. La denuncia fa emergere comportamenti che gli infermieri e i tecnici della sala operatoria definiscono insostenibili.


Monaldi, la denuncia del personale
Secondo quanto riporta Leggo, nella lettera inviata il 27 gennaio all’Azienda ospedaliera dei Colli, il personale infermieristico, gli oss e i tecnici della sala operatoria parlano di «una situazione di estrema gravità che, da tempo, sta compromettendo in modo significativo il benessere professionale e umano degli operatori».
La missiva descrive una sfiducia reciproca tra équipe e gerarchia medico-centrica, con comunicazione assente e percezione di insicurezza diffusa. «Le accuse di essere totalmente incuranti dei bisogni dei pazienti e del loro stato di salute non sono più accettabili e tollerate dall’intera équipe», si legge nel testo citato dal legale.

Le accuse dell’equipe a Oppido: “aggressivo e intimidatorio”
Il cuore della denuncia riguarda il comportamento del dottor Guido Oppido. La lettera evidenzia episodi sistematici di aggressività verbale, urla, umiliazioni pubbliche delle competenze professionali e uso di linguaggio offensivo, con bestemmie e atteggiamenti intimidatori.
Secondo quanto riporta il personale, tali comportamenti avverrebbero anche durante incontri formali, come quello del 24 novembre 2025, con un effetto paralizzante sulla comunicazione all’interno dell’équipe. Gli infermieri e i tecnici sottolineano come queste modalità compromettano la collaborazione necessaria per garantire sicurezza e qualità nell’assistenza.
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