Lavorare nel terrore al Monaldi: l’appello degli infermieri
Le conseguenze sul personale sono pesanti e tangibili: ansia persistente, tremori, difficoltà di concentrazione e stress, fino a uno stato diffuso di burnout. «Tali comportamenti avvengono prevalentemente in sala operatoria e si ripetono con una frequenza tale da configurare un clima lavorativo caratterizzato da paura e tensione costante», si legge nella lettera riportata da Leggo. L’équipe ha persino valutato la possibilità di trasferimento, segno di un malessere radicato che mette in discussione non solo la serenità dei professionisti ma anche la sicurezza dei pazienti, già sotto i riflettori dopo la tragedia che ha colpito il piccolo Domenico Caliendo.