La candidatura a sindaco di Torino
Dopo la conclusione dell’esperienza del PLI, Costa aderì a Forza Italia, proseguendo il proprio impegno nel nuovo quadro politico nazionale. Nel 1997 si candidò alla carica di sindaco di Torino, in una sfida che si concluse con uno scarto molto ridotto. A prevalere fu il sindaco uscente Valentino Castellani, ma Costa perse per meno di cinquemila voti.
Il risultato della competizione torinese confermò una base di consenso che non si limitava alla provincia di Cuneo. La candidatura avvenne in una grande città e in un contesto elettorale particolarmente competitivo, rappresentando uno dei passaggi più rilevanti della sua attività politica dopo l’esperienza nei governi. Nonostante la sconfitta, Costa rimase attivo nelle istituzioni e nel centrodestra.

Il Parlamento, l’Europa e la Provincia di Cuneo
L’esperienza parlamentare di Raffaele Costa terminò nel 2006, con l’ultima elezione alla Camera dei Deputati. Nell’arco di circa tre decenni aveva partecipato a più legislature, seguendo l’evoluzione degli schieramenti e delle alleanze che accompagnarono il passaggio tra Prima e Seconda Repubblica. Il suo profilo istituzionale, tuttavia, non si limitò all’attività svolta a Roma.
Costa fu infatti anche europarlamentare, portando la propria esperienza nel contesto delle istituzioni comunitarie. Il percorso europeo si affiancò a quello nazionale e locale, in una carriera sviluppata su livelli diversi dell’amministrazione pubblica. Per il politico piemontese, il rapporto tra territorio e dimensione sovranazionale rappresentò un elemento ricorrente dell’attività svolta nel corso degli anni.
Dal 2004 al 2009 ricoprì inoltre l’incarico di presidente della Provincia di Cuneo. Il ritorno a un ruolo direttamente connesso al territorio di origine segnò una nuova fase della sua presenza pubblica. Dopo una lunga attività nelle sedi centrali dello Stato, Costa si occupò dell’amministrazione provinciale, mantenendo un legame stretto con le realtà locali del Cuneese.
Le dimissioni nel 2010 e il legame con la politica
Alle elezioni regionali del 2010 Costa venne eletto con il Popolo delle Libertà. Quella sarebbe stata l’ultima parentesi della sua attività politica diretta: poco dopo scelse infatti di dimettersi dall’incarico per motivi di salute. La decisione chiuse formalmente un percorso istituzionale iniziato più di trent’anni prima con il primo ingresso in Parlamento.
Il legame della famiglia Costa con la vita politica nazionale prosegue attraverso il figlio Enrico Costa, indicato come capogruppo di Forza Italia alla Camera. Con la morte di Raffaele Costa si chiude la vicenda di un esponente che ha ricoperto ruoli di primo piano in una lunga stagione della politica italiana, passando dal liberalismo storico agli schieramenti del centrodestra e dalle aule parlamentari alle amministrazioni locali.