
È morto nella notte del 18 giugno un protagonista per decenni della vita pubblica nazionale tra giornalismo e istituzioni. Aveva 96 anni. La sua scomparsa segna la perdita di una figura che ha attraversato alcune delle fasi più rilevanti della politica italiana del dopoguerra, ricoprendo anche incarichi di governo.
Secondo quanto riferito, le ceneri saranno accolte e sepolte nella città natale, in via Principessa Margherita, dove era nato nel 1930. Prima della carriera politica, il suo percorso era passato dagli studi giuridici e da una tradizione familiare legata alla professione forense.

Chi era Adolfo Battaglia: studi e primi anni
Adolfo Battaglia proveniva da una famiglia di avvocati attiva fin dal Settecento; il nonno era stato sindaco di Viterbo negli anni Dieci del Novecento. Dopo la laurea in Giurisprudenza conseguita nel 1953, si orientò verso l’analisi politica e sociale e scelse la strada del giornalismo.
Nel 1958 ottenne l’iscrizione all’albo dei giornalisti professionisti e avviò una lunga attività editoriale. Fu editorialista per “Il Mondo” di Mario Pannunzio, collaborò con “Panorama” diretto da Lamberto Sechi e curò l’Annuario politico italiano per le edizioni Comunità.
Nel tempo scrisse anche per testate nazionali come “La Stampa”, “Il Corriere della Sera”, “Il Giorno”, “Il Messaggero” ed “Europa”. Guidò inoltre “La Voce Repubblicana”, organo del Partito Repubblicano Italiano, mantenendone la direzione per cinque anni.
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