Il percorso politico nel PRI e l’ingresso in Parlamento
Parallelamente all’attività giornalistica, Battaglia costruì una carriera politica nel Partito Repubblicano Italiano. Entrò nella direzione nazionale a metà degli anni Sessanta, divenne vice segretario politico di Ugo La Malfa e nel 1972 fu eletto alla Camera dei Deputati.
Da quel momento iniziò una lunga esperienza parlamentare durata sei legislature consecutive, per un totale di ventidue anni a Montecitorio.
Gli incarichi istituzionali e il ruolo da ex ministro
Durante l’attività parlamentare ricoprì ruoli di primo piano: fu presidente della Commissione Finanze e Tesoro e guidò il gruppo parlamentare repubblicano. Partecipò inoltre a organismi centrali della vita istituzionale, come la Commissione Bozzi per le riforme e la Commissione Anselmi d’inchiesta sulla loggia P2.
In ambito governativo fu prima sottosegretario agli Esteri con delega agli Affari europei. In seguito ricoprì l’incarico di ministro dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato in tre esecutivi consecutivi, quelli presieduti da Giovanni Goria, Ciriaco De Mita e Giulio Andreotti.
La scelta del 1994 e il ritiro dalla vita pubblica
Nel 1994, nel pieno di una fase di trasformazione del quadro politico nazionale, Battaglia lasciò il Partito Repubblicano e aderì alla componente di sinistra che confluirà poi nel Partito Democratico della Sinistra. Successivamente si allontanò dalla vita pubblica, dedicandosi alla dimensione privata.
Con la morte di Adolfo Battaglia scompare una figura che ha intrecciato il lavoro giornalistico con l’attività nelle istituzioni, attraversando da protagonista alcuni dei passaggi più significativi della storia della Prima Repubblica.