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“Pronto a lasciare”. L’annuncio a sorpresa di Giuseppe Conte è arrivato

Forniture, dispositivi e la vicenda delle commissioni sulle mascherine

Nel corso della stessa intervista televisiva, Conte ha affrontato anche il tema delle forniture durante l’emergenza e, in particolare, le contestazioni legate a contratti e commissioni sui dispositivi di protezione. La gestione degli acquisti e delle consegne, in quella fase, è stata uno degli aspetti più discussi del periodo pandemico.

Riferendosi alla maxi-commessa collegata a un consorzio cinese per le mascherine, l’ex premier ha dichiarato: “Non posso negare che 223 milioni di commissioni, se vere, sono un’abnormità”. La frase evidenzia la centralità del tema economico e la rilevanza delle cifre finite al centro del dibattito.

Allo stesso tempo, Conte ha ribadito la propria valutazione sull’operato dell’allora commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri. “Si tratta di un eroe che l’Italia dovrebbe ringraziare”, afferma, esprimendo una difesa della struttura commissariale e della sua azione in un contesto descritto come estremamente complesso.

Nel racconto dell’ex presidente del Consiglio, la fase più critica della pandemia viene richiamata come un periodo segnato da urgenza, scarsità di dispositivi e necessità di reperire rapidamente materiali essenziali. La questione delle mascherine e delle forniture, anche per l’impatto che ha avuto sull’opinione pubblica, resta uno dei capitoli più delicati su cui la commissione è chiamata a raccogliere elementi e testimonianze.

Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle nel dibattito sulla Commissione Covid

Le accuse sulla campagna mediatica e il confronto con la stampa

Durante il confronto televisivo, Conte ha dedicato spazio anche al modo in cui la vicenda viene raccontata sui media. Il leader del Movimento 5 Stelle ha sostenuto di essere oggetto di una campagna di stampa ostile, collegando la narrazione a dinamiche politiche e parlamentari.

Da settimana i giornali di Angelucci, deputato della Lega, stanno conducendo una campagna denigratoria nei miei confronti, imbeccati dal trio dei patrioti (Bignami, Lisei e Buonguerrieri)”, ha affermato, indicando nomi e ruoli dei soggetti che ritiene coinvolti nella polemica.

Conte ha inoltre richiamato la situazione generale dell’Italia in quella fase, collegando la necessità di approvvigionamento alla pressione crescente sul sistema sanitario e sulle istituzioni. “Italia viveva una situazione di enorme difficoltà e avevamo bisogno di mascherine”, ha detto, tornando sul punto delle contestazioni relative alla qualità e all’affidabilità delle forniture.

Sul tema delle mascherine contestate, ha aggiunto: “Chi lo dice che fossero farlocche?”. Le dichiarazioni rientrano in un confronto più ampio in cui le ricostruzioni giornalistiche, le iniziative parlamentari e le posizioni dei partiti si influenzano a vicenda, contribuendo a mantenere alta la tensione attorno al lavoro della Commissione Covid.

Il quadro politico e la questione delle alleanze

Nel corso dell’intervista, Conte ha toccato anche aspetti di scenario politico più generale, con un riferimento alle possibili future alleanze nell’area progressista e al tema del cosiddetto campo largo. La discussione sulle coalizioni si intreccia con le dinamiche parlamentari e con la collocazione delle diverse forze politiche.

Interpellato sulla possibile presenza di Matteo Renzi in una coalizione, l’ex premier ha affermato: “Io non ne faccio una questione personale”, aggiungendo: “La politica non si fa con le questioni personali”. Le parole indicano una disponibilità a ragionare in termini politici e programmatici, senza porre un veto esplicito sul piano individuale.

Resta tuttavia centrale, nel breve periodo, il dossier relativo alla Commissione Covid: la calendarizzazione dell’audizione e le decisioni conseguenti potrebbero incidere sul clima politico e sulle relazioni tra maggioranza e opposizioni. La scelta annunciata da Conte, ovvero le dimissioni dopo la fissazione della data, introduce un ulteriore elemento procedurale che la commissione dovrà gestire nel corso dei prossimi passaggi.

Con l’audizione ancora da programmare, l’attenzione si concentra ora sui tempi e sulle modalità con cui l’organismo procederà. Il lavoro della commissione, chiamata a ricostruire fatti e responsabilità istituzionali legati alla pandemia, continua così a rappresentare uno dei nodi più delicati del dibattito politico italiano, sia per le implicazioni tecniche sia per l’impatto sul confronto tra le forze parlamentari.

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