
La separazione tra Vannacci e la Lega segna un passaggio politico che va oltre il semplice strappo personale: l’ex generale ha deciso di uscire dal Carroccio e di presentare Futuro nazionale, un progetto che punta a trasformare la notorietà individuale in consenso organizzato, in un momento in cui i partiti sono spesso trainati da figure riconoscibili.
Un elemento che ha dato forza all’operazione, almeno sul piano simbolico, è l’intervento di Mario Borghezio. L’ex eurodeputato leghista ha indicato Vannacci come possibile riferimento dell’area, arrivando a paragonarlo “come De Gaulle”. La citazione si intreccia con i richiami dello stesso Vannacci alla figura del generale francese, anche in ragione di un passato personale vissuto a Parigi e di un’ambizione che, nelle intenzioni dichiarate, non si limita a una formazione di nicchia.

I primi numeri e il potenziale elettorale
In questa fase iniziale, la partita si gioca anche sui primi numeri. Secondo una rilevazione attribuita a YouTrend, il potenziale elettorale sarebbe pari al 4,2 per cento, con un travaso che colpirebbe soprattutto Fratelli d’Italia e, in misura minore, la Lega: un’indicazione che colloca il bacino principale del nuovo soggetto all’interno del perimetro del centrodestra.
La nascita di Futuro nazionale avviene però in un contesto ancora fluido: strutture, regole interne, rete territoriale e alleanze sono ancora in definizione. Proprio questa fase di costruzione, come spesso accade nei nuovi movimenti politici, sarà decisiva per capire se il consenso potenziale potrà trasformarsi in un risultato stabile e ripetibile alle urne.
Struttura organizzativa, nomi e rete territoriale
Un tassello centrale dell’impianto organizzativo ruota attorno al centro studi Rinascimento nazionale, guidato da Luca Sforzini. La sede viene indicata in un castello nel Piemonte meridionale, descritto come una sorta di “nuova Pontida”, anche per la collocazione geografica ritenuta strategica: circa un’ora di distanza da Milano, Torino, Genova e Piacenza, con un richiamo identitario pensato per parlare a un elettorato tradizionalmente sensibile a simboli e luoghi.
Accanto alle strutture di elaborazione, si muovono anche i primi nomi politici. Tra i sostenitori iniziali vengono indicati Massimiliano Simoni in Toscana e Stefano Valdegamberi in Veneto. Sul piano parlamentare, vengono citati possibili avvicinamenti di Edoardo Ziello e, secondo quanto riportato, anche di Emanuele Pozzolo; restano in una fase di valutazione Domenico Furgiuele e Rossano Sasso.
Nel frattempo, l’associazione Mondo al contrario, considerata l’incubatore del progetto, ha convocato un’assemblea straordinaria per il 16 febbraio. Il presidente Guido Giacometti ha scritto agli iscritti chiedendo di decidere con “disciplina, senso del dovere e capacità di fare squadra”. La fase associativa, in questa prospettiva, viene presentata come un passaggio utile a consolidare una base militante e a definire compiti e ruoli.
Tra i temi che stanno contribuendo a dare visibilità all’iniziativa, viene citata la proposta Remigrazione e Riconquista, collegata a una raccolta firme che avrebbe raggiunto quasi centomila adesioni. Questo risultato, secondo la ricostruzione, avrebbe rafforzato la convinzione di Vannacci sull’esistenza di uno spazio politico per la sua linea, al punto da lavorare a un terzo libro dedicato allo stesso argomento.
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