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Rapina a Napoli, la scoperta sulla banda: come sono entrati

Rapina Napoli: la strategia per cancellare le tracce

Se il piano d’accesso colpisce per audacia, è la fuga a rivelare il livello di esperienza della banda. Prima di dileguarsi nel sottosuolo, i rapinatori hanno messo in atto una strategia sofisticata per eliminare ogni possibile traccia. Microcariche esplosive sono state collocate sugli estintori presenti nel corridoio del caveau: l’esplosione ha disperso polveri e schiumogeni, compromettendo eventuali impronte e residui biologici utili alle indagini.

Un gesto che dimostra una conoscenza approfondita delle tecniche investigative e delle modalità di raccolta delle prove. Gli uomini descritti dagli investigatori sono agili, atletici e altamente preparati, capaci di muoversi in ambienti estremi e di pianificare ogni dettaglio per ridurre al minimo gli errori.

Nel frattempo, i carabinieri del reparto operativo, guidati dal tenente colonnello Antonio Bagarolo, insieme alla compagnia Vomero diretta dal maggiore Sergio Vaira, continuano la caccia ai responsabili. Le immagini delle telecamere interne ed esterne sono al vaglio del reparto scientifico, mentre la città resta sospesa tra incredulità e timore, con una domanda che si fa strada tra le pieghe della vicenda: quanto è stato davvero perfetto questo colpo e quanti segreti restano ancora nascosti sotto la superficie.

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