La ricostruzione dei fatti: sequestro e assalto al caveau
Le ricostruzioni attribuite agli investigatori descrivono un’azione caratterizzata da precisione operativa. A distanza di settimane, l’identità dei responsabili non risulta ancora chiarita, mentre l’ipotesi di reato contestata è quella di rapina aggravata e sequestro di persona.
In base a quanto ricostruito, l’azione sarebbe iniziata intorno alle ore 12: tre persone con il volto coperto sarebbero entrate dall’ingresso principale, dopo essersi avvicinate verosimilmente in auto.
Il “buco” dalle fogne e il numero dei banditi
All’interno della filiale, secondo le testimonianze raccolte, sarebbero comparsi altri complici attraverso un foro di circa un metro di diametro realizzato dalle fogne. Il numero complessivo dei partecipanti sarebbe stato di almeno sei persone, anche se alcune ricostruzioni parlano di un gruppo più ampio. Due di loro avrebbero mostrato pistole poi risultate finte.
Ostaggi, cassette di sicurezza e l’ipotesi del basista
Secondo quanto riferito, i rapinatori avrebbero radunato i presenti in un ufficio, trattenendo 25 persone senza ricorrere a minacce esplicite. Successivamente si sarebbero diretti al caveau: non è ancora chiarito se l’apertura sia avvenuta costringendo qualcuno o con altre modalità.
Con attrezzi da scasso, il gruppo avrebbe forzato numerose cassette di sicurezza, portando via il contenuto. Tra gli elementi oggetto di verifica figura anche la possibilità che vi fosse un basista interno in grado di fornire informazioni utili sull’organizzazione della filiale.