Fratelli Deiana scomparsi: la ricostruzione dei fatti
I due giovani, rispettivamente di 24 e 20 anni, erano usciti il 19 aprile 2025 per una battuta di pesca sportiva. Viaggiavano su una piccola imbarcazione in vetroresina lunga circa quattro metri. Da quel momento non erano stati più rintracciati.
Ricerche nel Golfo di Olbia: gli oggetti ritrovati a Capo Figari
Nei giorni successivi alla scomparsa, le attività di ricerca si erano concentrate in particolare nell’area di Capo Figari. In quella zona erano stati recuperati alcuni effetti personali, tra cui un giubbotto salvagente, un paio di stivali e uno zaino con all’interno una canna da pesca.
Secondo quanto emerso all’epoca, fu la madre dei due ragazzi a riconoscere quegli oggetti come appartenenti ai figli. Nonostante le ricerche effettuate via mare e con mezzi aerei nelle settimane successive, non erano arrivati elementi ritenuti risolutivi per chiarire l’accaduto.
Indagine e ipotesi collisione: i filoni investigativi
Gli investigatori avevano tentato anche una ricostruzione degli ultimi movimenti attraverso la geolocalizzazione dei cellulari, senza ottenere riscontri considerati decisivi. Nel maggio 2025, la Procura di Tempio Pausania aveva valutato anche l’ipotesi di una possibile collisione con un’altra imbarcazione.
L’avvocato della famiglia, Pietro Cherchi, aveva chiesto agli inquirenti di acquisire i dati delle applicazioni dedicate al traffico marino, con l’obiettivo di verificare la presenza di natanti davanti a Capo Figari la mattina della scomparsa. Si tratta di un elemento che potrebbe tornare centrale nell’attuale fase di accertamenti, dopo il recupero del corpo in mare.