
Il 1° febbraio 2026 segna una data destinata a cambiare la quotidianità dei cittadini del Lazio nell’accesso alle prestazioni sanitarie. Al centro della riforma c’è uno strumento familiare a tutti: la ricetta. Quella stessa prescrizione che fino a ieri poteva restare valida per mesi, ora dovrà essere utilizzata con precisione, rispettando scadenze più stringenti. L’obiettivo è chiaro: garantire che le priorità cliniche siano rispettate e ridurre i ritardi nelle liste d’attesa. Ma non è l’unica novità. Vediamo nel dettaglio cosa cambia.

Ricette e validità: cosa cambia
A partire dal 1° febbraio 2026, la validità delle ricette dematerializzate per prenotare visite specialistiche ed esami diagnostici non sarà più uniforme. Finora tutte le prescrizioni avevano una durata di 180 giorni, indipendentemente dalla priorità clinica. Con le nuove regole, la validità sarà differenziata in base alla priorità assegnata dal medico, rendendo più coerente l’accesso alle prestazioni con le reali esigenze cliniche.

Nuovi termini per la prenotazione
La modifica nasce dalla necessità di evitare che le visite urgenti restino inutilizzate per settimane, creando squilibri nelle liste d’attesa e ritardi nelle prestazioni.
Le nuove regole stabiliscono che la validità della ricetta riguarda il momento della prenotazione, non la data effettiva della prestazione. Questo significa che una volta fissato l’appuntamento nei tempi previsti, la visita o l’esame resta confermato, anche se avviene dopo la scadenza formale della prescrizione.
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