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“Ricoverato d’urgenza”. Il dramma dell’ex campione di serie A, da giorni dormiva su una panchina

Le condizioni dell’ex Napoli e gli accertamenti sanitari

Cannavacciuolo ha aggiornato sulle condizioni dell’ex giocatore, spiegando: “Attualmente è ricoverato alla Clinica Villa dei Fiori per le cure e gli accertamenti necessari – ha detto Cannavacciuolo – la situazione era davvero grave. Da giorni era sdraiato su una panchina sotto il sole torrido, continuava a bere. Non so quanto tempo ancora avrebbe resistito. Nel frattempo abbiamo avviato pure l’iter legale e sociosanitario per garantire a Pietro un percorso di recupero certo”.

Al momento, il ricovero alla Clinica Villa dei Fiori consente di sottoporre l’ex calciatore alle necessarie verifiche mediche. Parallelamente, secondo quanto comunicato dall’attivista, è stato avviato un percorso di natura legale e sociosanitaria con l’obiettivo di assicurare continuità all’assistenza.

Pietro Puzone e il Napoli dello scudetto del 1987

Nato nel 1963, Pietro Puzone è cresciuto nel settore giovanile del Napoli e ha debuttato in Serie A nel 1982, nella gara contro il Cesena. Nel corso della sua esperienza in maglia azzurra ha totalizzato nove presenze, facendo parte del gruppo che conquistò scudetto e Coppa Italia nel 1987.

Dopo il Napoli, Puzone ha giocato anche con Catania, Spezia e Ischia. La sua vicenda sportiva è rimasta inoltre legata al rapporto di amicizia con Diego Armando Maradona, conosciuto durante gli anni trascorsi nel club partenopeo.

In una recente intervista alla Gazzetta, l’ex calciatore aveva ripercorso quel periodo: “Lui era il calciatore più forte al mondo, io un giovane che pensava soltanto a divertirsi – ha raccontato qualche mese fa alla Gazzetta – Non ho saputo gestire il mio talento, ho perso tutte le occasioni. Ero sempre in giro di notte con Diego”.

Le difficoltà dopo il ritiro dal calcio

Negli anni successivi alla carriera agonistica, Puzone ha raccontato pubblicamente le conseguenze di una vita segnata dagli eccessi e dall’alcol. “La vita mi ha presentato il conto – aveva ammesso -. Ho trascorso anni oltre il limite. L’eccessiva popolarità, i guadagni facili, i vizi. Io e Diego giravamo i locali, ci divertivamo. Con lui sapevi a che ora uscivi, ma non quando tornavi a casa”.

Nel 1985 fu Puzone a organizzare ad Acerra la nota partita nel fango del Napoli di Maradona, promossa per raccogliere fondi in favore di un bambino nato con una grave malformazione al labbro. Dopo il ritiro, tuttavia, la dipendenza lo aveva portato a vivere per un periodo da clochard.

L’ultimo messaggio di Maradona e la mobilitazione

Un precedente ricovero e un percorso di cure gli avevano consentito di tentare una ripartenza. Puzone aveva ricordato anche le parole ricevute da Maradona prima della sua morte: “Prima di lasciarci, Diego mi ha detto una frase cui ripenso ogni momento: ‘Pietro, devi salvarti’. Se adesso sono qui è anche grazie a lui” aveva detto qualche mese fa.

La mobilitazione avviata ad Acerra ha permesso l’intervento dei soccorsi prima che la situazione potesse aggravarsi ulteriormente. Al momento, l’ex giocatore resta ricoverato per le cure e gli accertamenti necessari.

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