
A distanza di oltre venticinque anni dalla scomparsa di Roberta Martucci, la giovane di 28 anni sparita da Ugento nel 1999, si apre una fase nuova per i familiari. Dopo anni segnati da dubbi, attese e interrogativi rimasti senza risposta, alla famiglia è stata riconosciuta la possibilità di accedere ai fascicoli relativi alle inchieste archiviate nel tempo. Un passaggio formale ma rilevante, che riporta attenzione su un caso mai dimenticato e consente ai parenti di consultare direttamente gli atti per comprendere meglio quanto emerso nelle indagini.

Decisione della Procura di Lecce sul caso Roberta Martucci
Con l’autorizzazione all’accesso agli atti, gli avvocati potranno esaminare i faldoni che riguardano le tre archiviazioni disposte nel corso del tempo. Le prime due archiviazioni risalgono al 1999 e al 2007 e sono state emesse contro ignoti. La terza, aperta per omicidio, è stata archiviata nel 2019 e riguardava un parente della ragazza.

Copia forense e supporti informatici: la richiesta dei legali
Oltre alla consultazione dei documenti cartacei, la difesa ha richiesto anche la copia forense di tutti i supporti informatici collegati al procedimento. L’obiettivo indicato è consentire nuove verifiche e consulenze con strumenti tecnologici attuali, nella prospettiva di individuare eventuali elementi utili per ulteriori approfondimenti investigativi.
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