L’accusa di tradimento per il boicottaggio di Pontida
Il passaggio più duro riguarda chi, secondo Salvini, ha ostacolato la partecipazione agli appuntamenti della Lega. Il segretario denuncia il comportamento di dirigenti che avrebbero boicottato la manifestazione di Milano e il raduno di Pontida, descrivendolo come «il tradimento dell’essere leghisti».
L’accusa è rivolta a queste condotte, mentre il risultato congressuale registra anche il sostegno raccolto dalla candidatura alternativa di Garavaglia. Il riferimento al tradimento non viene dunque presentato come un giudizio sui 146 delegati che hanno scelto lo sfidante.
Il messaggio politico è comunque netto: Salvini intende accompagnare la conferma della propria leadership con una richiesta di lealtà verso le iniziative e gli appuntamenti del movimento.
Il nuovo attacco ai giornalisti e agli editori
Tra le prime parole dopo la proclamazione c’è anche una nuova polemica con la stampa. Salvini sostiene che alcuni giornalisti lavorino in contesti nei quali il racconto dei fatti passa in secondo piano rispetto alle aspettative degli editori.
Secondo il segretario, una parte delle testate continuerebbe ad auspicare il declino del Carroccio. Un’attesa destinata, nella sua previsione, a essere nuovamente delusa: «Per i prossimi 40 anni rimarranno con un palmo di naso».
Il passaggio riprende uno dei temi già affrontati prima del voto, quando Salvini aveva contestato il racconto giornalistico delle divisioni interne e indicato nel congresso la sede in cui discutere il futuro della Lega.
