
Una vita normale, la gioia per la nascita della loro bambina e poi, nel giro di pochi giorni, tutto cambia. Sara Gastaldello, 39 anni, residente a Salvatronda di Castelfranco Veneto, è morta dopo appena quindici giorni dalla scoperta di un tumore aggressivo. Una diagnosi arrivata in modo del tutto inatteso, soltanto quattro mesi dopo aver dato alla luce la piccola Agnese.
Secondo il racconto del marito Matteo, il primo campanello d’allarme sarebbe stato un gonfiore notato quasi per caso, inizialmente senza sintomi evidenti.
Dopo alcuni controlli in ospedale, la verità è emersa in modo devastante: il tumore era già esteso e il quadro clinico si è aggravato in tempi rapidissimi.
Il matrimonio celebrato nella stanza d’ospedale
Di fronte al peggioramento improvviso delle condizioni di Sara, la coppia ha deciso di compiere un passo che desiderava da tempo.
Sabato 25 aprile, pochi giorni prima della sua morte, Sara e Matteo si sono sposati direttamente in ospedale.
Un momento intimo e struggente, celebrato accanto al letto della donna, circondati dagli affetti più stretti.
Per il marito è stato l’ultimo vero momento di lucidità condivisa:
“È stato l’ultimo momento bello che siamo riusciti a vivere insieme”.
Il personale sanitario, il Comune e il parroco si sono attivati in poche ore per rendere possibile quel matrimonio, trasformando una stanza d’ospedale in un luogo di amore e commozione.
Il rapido peggioramento
Dopo la diagnosi, la situazione è precipitata in pochissimo tempo.
Sara è stata ricoverata in oncologia, ma il decorso della malattia si è rivelato fulminante. Nonostante i tentativi dei medici, il tumore ha avuto un’evoluzione molto più veloce del previsto.
Il marito ha raccontato come iniziňialmente pensassero di affrontare un percorso lungo, difficile ma possibile.
Aveva perfino comprato dei quaderni affinché Sara potesse scrivere pensieri e messaggi per la figlia appena nata.
Quel tempo però non c’è stato.
La figlia di quattro mesi rimasta senza mamma
Il pensiero più doloroso oggi è per la piccola Agnese, che ha appena quattro mesi.
La bambina crescerà senza la madre, mentre il padre dovrà affrontare il lutto e allo stesso tempo il compito di crescerla.
Accanto a lui ci sono i familiari, che stanno cercando di sostenere Matteo in un momento che ha sconvolto l’intera famiglia.
La comunità di Salvatronda si è stretta attorno a loro con messaggi, preghiere e gesti di vicinanza.
Il dolore della comunità
Sara era molto conosciuta nella zona e lavorava nella direzione sanitaria della Regione Veneto.
Chi la conosceva la descrive come una donna:
- riservata
- sensibile
- profondamente legata alla famiglia
Il parroco della comunità ha parlato di una coppia che ha affrontato la tragedia con una forza fuori dal comune.
Sabato, durante i funerali, l’intero paese si fermerà per dare l’ultimo saluto a Sara.
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