
Le conseguenze degli scontri di Milano del 17 e 18 ottobre continuano a farsi sentire anche a distanza di settimane. Quelle giornate, segnate da devastazioni, vetrine infrante, saccheggi e violenti confronti con le forze dell’ordine nel cuore della città, hanno lasciato dietro di sé non soltanto danni materiali, ma anche un complesso lavoro investigativo per individuare i responsabili e ricostruire le singole condotte mentre le attività cercano di rialzarsi e i cittadini provano a dare un nome alla paura e preoccupazioni vissute.
Il primo bilancio delle operazioni di polizia aveva già restituito la dimensione dei disordini: 271 persone accompagnate in questura e 45 arresti, tra maggiorenni e minorenni, secondo i dati riportati nei giorni successivi agli scontri. Un numero che non esauriva però il lavoro degli investigatori. Dopo gli interventi nelle strade, si è aperta infatti una fase più lunga e articolata, dedicata all’analisi delle immagini, all’identificazione di altri presunti partecipanti e all’accertamento delle responsabilità individuali. Il 23 ottobre, nell’ambito delle indagini, la Digos ha eseguito perquisizioni in 18 città italiane, coinvolgendo circa 100 persone, tra cui 51 minorenni.
Ed è proprio mentre proseguono gli accertamenti giudiziari che arriva un nuovo sviluppo.

Scontri a Milano, la decisione del Riesame su un 21enne incarcerato
Nelle ultime ore il Tribunale del Riesame di Milano ha disposto la scarcerazione di un 21enne, sostituendo la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Il giovane era stato arrestato con l’accusa di resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale.

Scontri a Milano, la misura per il 21enne cambia
Secondo quanto stabilito dai giudici, gli arresti domiciliari sono una misura adeguata per contenere il rischio di una possibile reiterazione del reato. Il collegio ha accolto una valutazione condivisa anche dalla pubblico ministero Giovanna Cavalleri.
Il giovane, fino a questo passaggio, si trovava in custodia cautelare in carcere. L’ordinanza modifica quindi la misura originaria senza incidere sull’andamento dell’indagine e sulle contestazioni formulate dalla Procura.
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