La ricostruzione della Procura sui disordini del 17 ottobre
Stando alla ricostruzione dell’accusa, il ventunenne avrebbe partecipato ai momenti più tesi della manifestazione, durante i quali si sono verificati scontri tra alcuni manifestanti e le forze dell’ordine impegnate nel presidio del centro cittadino.
La Procura sostiene che il giovane fosse inserito in un gruppo composto da oltre dieci persone e che avesse il volto coperto da un passamontagna con il disegno di un teschio. Sono elementi che fanno parte del quadro esaminato nell’ambito del procedimento.
Tra le condotte contestate figurerebbe il lancio di oggetti contro gli agenti: petardi, sampietrini, bottiglie di vetro, cassonetti dei rifiuti e un tavolino in metallo. Si tratta della ricostruzione formulata dagli inquirenti, che resta al centro dell’accertamento giudiziario.

Il fermo e le argomentazioni presentate dalla difesa
Al momento dell’intervento degli agenti, sempre secondo l’accusa, il 21enne avrebbe reagito opponendo resistenza, tentando di sottrarsi al controllo e cercando di colpire i poliziotti con calci e pugni.
La custodia in carcere era stata inizialmente convalidata dal giudice per le indagini preliminari Fabrizio Filice. Davanti al Riesame, presieduto dalla giudice Caterina Ambrosino, la difesa ha però chiesto la rivalutazione della necessità della misura più afflittiva.
L’avvocato Michele D’Agostino ha evidenziato che il proprio assistito è incensurato e non risulterebbe legato a gruppi organizzati. Quest’ultimo aspetto, secondo quanto emerso, è stato considerato rilevante anche dalla Procura nella valutazione della situazione cautelare.
La modifica della misura non rappresenta una definizione del merito delle accuse. L’inchiesta prosegue e saranno gli ulteriori accertamenti a chiarire nel dettaglio le singole responsabilità contestate.
Gli altri ricorsi dopo gli scontri a Milano
La decisione sul 21enne arriva a pochi giorni dalla scarcerazione di un altro manifestante, di 24 anni. Per quest’ultimo non sarebbero emersi elementi probatori relativi al ferimento di agenti o a episodi di aggressione diretta.
Il Tribunale del Riesame di Milano sta intanto valutando gli altri ricorsi depositati dai difensori contro le ordinanze cautelari emesse dopo i disordini del 17 e del 18 ottobre.
La vicenda resta dunque aperta. Da una parte proseguono le verifiche sulle condotte avvenute durante gli scontri; dall’altra, i giudici sono chiamati a valutare caso per caso l’adeguatezza delle misure cautelari adottate.
