
Le immagini hanno fatto rapidamente il giro dei social, trasformando un ragazzino in uno dei volti più discussi dopo le devastazioni che hanno coinvolto il centro di Milano tra il 17 e il 18 ottobre. Nei filmati si vedono scene che hanno suscitato indignazione e acceso il dibattito, ma adesso a parlare sono le persone che conoscono il bambino più di chiunque altro. I genitori hanno deciso di aprire le porte della loro abitazione alle telecamere del Tg1, raccontando quello che sarebbe accaduto quel giorno e mostrando come stanno affrontando le conseguenze di quanto successo.

Chi è il dodicenne finito al centro delle polemiche
Il bambino ha 12 anni, e non 11 come inizialmente era stato riferito. La sua famiglia è arrivata in Italia tre anni fa e comprende quattro figli. Il più piccolo, proprio il ragazzino diventato protagonista dei video virali, era già conosciuto nel quartiere in cui vive.
La sua notorietà è però cambiata radicalmente dopo la diffusione delle immagini registrate durante gli episodi di violenza e devastazione nel centro del capoluogo lombardo. I filmati lo mostrano in due momenti distinti: in uno lancia un cestino dei rifiuti, mentre in un altro compare all’uscita di un negozio di abbigliamento devastato, con numerose cinture addosso, al punto da risultare quasi sommerso dagli accessori.
Sono proprio quelle scene ad aver attirato l’attenzione degli utenti, alimentando le discussioni sulla sua presenza durante gli scontri e sul suo eventuale coinvolgimento nei danneggiamenti e nei furti.
Il racconto dei genitori: «Non trovava più la madre»
Davanti alle telecamere del Tg1, la coppia ha ricostruito la giornata del figlio, offrendo una versione che mette al centro gli incontri con altri ragazzi e il momento in cui avrebbe perso di vista la madre.
Secondo quanto raccontato dai genitori, il dodicenne avrebbe incontrato alcuni giovani e, non riuscendo più a trovare la mamma, sarebbe rimasto in compagnia del gruppo. Una situazione che, nella ricostruzione familiare, avrebbe contribuito a portarlo nel contesto in cui si sono verificati gli episodi documentati dai filmati.
La famiglia non nega che il comportamento del bambino sia stato sbagliato. Il punto su cui insiste, tuttavia, riguarda soprattutto le cinture viste nelle immagini diventate virali. I genitori sostengono che il figlio non le avrebbe prese personalmente dal negozio, ma che sarebbero stati alcuni ragazzi più grandi a mettergliele addosso.
«Non l’aveva presa lui», spiegano, attribuendo quindi ad altri giovani la responsabilità di avergli messo quegli oggetti addosso. Si tratta della versione fornita dalla coppia, che cerca di chiarire quanto sarebbe accaduto senza negare la presenza del bambino nelle scene che hanno attirato l’attenzione pubblica.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva
