Il padre e il giuramento dopo la serata degli scontri
Nel racconto del padre c’è anche il momento del ritrovamento del figlio, avvenuto la sera in cui si sono verificati gli episodi di guerriglia urbana. Una volta ritrovato il ragazzino, l’uomo riferisce di aver ricevuto da lui una precisa rassicurazione: il bambino avrebbe giurato di non aver rubato nulla.
È una delle circostanze su cui la famiglia insiste maggiormente, nel tentativo di distinguere ciò che appare nei filmati da quello che, secondo i genitori, sarebbe realmente successo. La presenza delle cinture addosso al dodicenne, infatti, è uno degli elementi più evidenti delle immagini circolate in rete, ma la coppia contesta che questo dimostri che sia stato lui a prenderle.
Anche il ritorno a casa viene descritto come un elemento a sostegno della loro versione. I genitori affermano che il figlio sarebbe rientrato senza portare con sé nulla di nuovo. Per rendere visibile questa circostanza, durante il servizio televisivo hanno accompagnato la troupe nelle diverse stanze dell’appartamento, mostrando gli ambienti domestici e sostenendo che non ci fosse nulla di nascosto.
Parlano al Tg1 i genitori del bambino di 12 anni che è stato filmato, a volto coperto, mentre saccheggiava i negozi nella guerriglia urbana di Milano: "Nostro figlio ha sbagliato, ma non ha rubato, è stato coinvolto dagli amici". #Tg1 Stefano Fumagalli https://t.co/c9aivCTciK
— Tg1 (@Tg1Rai) October 22, 2026
«È spaventato»: come sta il bambino dopo i fatti
A distanza di giorni dagli episodi, il clima in famiglia sarebbe cambiato. I genitori descrivono il dodicenne come un bambino spaventato, provato dalle conseguenze di una vicenda che lo ha portato improvvisamente al centro dell’attenzione.
La madre racconta che il figlio ha riconosciuto di aver sbagliato. «Lui ha sbagliato, lui piange», riferisce, descrivendo la sua reazione dopo quanto accaduto. Parole che restituiscono il punto di vista della famiglia e il tentativo di affrontare la situazione anche sul piano educativo.
La coppia, pur difendendo la propria ricostruzione su alcuni dettagli della vicenda, non sostiene che il comportamento del figlio sia stato corretto. Al contrario, riconosce la necessità di intervenire e di stabilire regole più rigide per evitare che possa ritrovarsi nuovamente in circostanze simili.
La decisione dei genitori: da solo uscirà molto meno
Dopo quanto successo, la famiglia ha deciso di modificare le abitudini quotidiane del bambino. L’obiettivo dichiarato è tenerlo sotto controllo più attentamente, limitando le occasioni in cui potrebbe allontanarsi senza la presenza di un adulto.
«Da solo tutti i giorni non esce», spiegano i genitori, indicando una linea precisa per il futuro immediato. Per il dodicenne, almeno per il momento, le uscite saranno limitate agli spostamenti necessari tra casa e scuola.
Una scelta che arriva dopo la diffusione dei video e le polemiche che ne sono seguite. La famiglia prova così a gestire le conseguenze della vicenda nella vita quotidiana, mentre il bambino deve fare i conti con quanto accaduto e con l’attenzione che si è concentrata su di lui.
