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“Scuole chiuse in Italia”: la decisione è appena arrivata. Ecco dove

Chiusure precauzionali anche a Rotondi e Cervinara

La decisione di sospendere le lezioni ha coinvolto anche altri centri della Valle Caudina. A Rotondi, in provincia di Avellino, il sindaco Sergio Finelli ha disposto la chiusura precauzionale di tutte le scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado per la giornata del 1 settembre.

Nel provvedimento viene evidenziato che la situazione è in evoluzione e che, al momento, non sono disponibili elementi conclusivi per escludere un possibile interessamento del territorio comunale da parte dei fumi. Da qui la necessità di adottare misure temporanee in attesa di dati più completi.

Anche il Comune di Cervinara, nell’Avellinese, ha predisposto la sospensione precauzionale delle attività nei plessi dell’Istituto Onnicomprensivo Francesco De Sanctis. La chiusura è stata collegata direttamente all’incendio nel sito di stoccaggio di Airola e alla necessità di seguire l’evoluzione delle condizioni ambientali.

Le ordinanze adottate nei diversi comuni potranno essere aggiornate o prorogate sulla base delle comunicazioni ufficiali. In questa fase, le amministrazioni locali stanno mantenendo un raccordo costante con gli organismi sanitari e ambientali per definire eventuali ulteriori limitazioni.

Il deposito sotto sequestro al centro della vicenda

Oltre all’emergenza legata al fumo, l’incendio ha riacceso l’attenzione sulle condizioni del sito in cui erano custoditi i rifiuti. Il deposito, come emerso, era già sottoposto a sequestro giudiziario: un elemento che pone interrogativi sulla custodia dell’area, sulle attività di controllo e sulla permanenza dei materiali.

A chiedere chiarimenti è il sindaco di Montesarchio, Carmelo Sandomenico, che richiama la necessità di ricostruire in modo puntuale la gestione del sito. «Il sequestro non può diventare abbandono. Ora vogliamo sapere chi doveva intervenire», afferma il primo cittadino.

Secondo Sandomenico, gli effetti della nube e il possibile impatto ambientale non possono essere circoscritti al solo comune di Airola. La vicenda, per il sindaco, interessa l’intera Valle Caudina e richiede risposte sulle responsabilità relative alla messa in sicurezza dell’area e alla rimozione dei rifiuti presenti.

Tra le domande poste dal primo cittadino vi è quella relativa al periodo di permanenza del materiale nel deposito. «Da quanto tempo quei materiali erano lì? E soprattutto: perché erano ancora lì?». Interrogativi che dovranno essere affrontati attraverso l’acquisizione degli atti e gli accertamenti delle autorità competenti.

La richiesta di accertamenti e le possibili iniziative

Il sindaco di Montesarchio sollecita una ricostruzione completa di quanto avvenuto prima e dopo l’incendio. L’obiettivo indicato non è formulare conclusioni anticipate, ma verificare se vi siano state omissioni, quali obblighi di vigilanza fossero previsti e se il rogo abbia determinato un effettivo danno ambientale.

Sandomenico richiama inoltre la possibilità che i sindaci dei Comuni coinvolti agiscano in modo coordinato, richiedendo documentazione e valutando, se necessario, un esposto alla Procura della Repubblica. Un’eventuale iniziativa giudiziaria dipenderà dagli elementi che emergeranno dalle verifiche e dagli atti disponibili.

«Non si tratta di cercare oggi un colpevole. Si tratta di pretendere la verità», afferma. Il riferimento è alla necessità di stabilire chi avesse in carico il controllo del deposito sequestrato, se fossero state impartite prescrizioni e se vi siano state segnalazioni precedenti sulla quantità di materiale accumulato nell’area.

Qualora dagli accertamenti dovessero emergere reati o conseguenze ambientali rilevanti per i territori interessati, i Comuni potrebbero valutare la costituzione di parte civile. Al momento, tuttavia, ogni valutazione resta subordinata agli esiti delle analisi ambientali, agli sviluppi investigativi e alle comunicazioni delle autorità.

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