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“Se muoio, sappiamo di chi è la colpa”. Annabella trovata senza vita, svolta nelle indagini: scattano le ricerche

Il contesto personale e la fine della relazione sentimentale

Le amiche più strette hanno riferito che Annabella appariva sempre più triste negli ultimi tempi. Aveva interrotto gli studi in Giurisprudenza e fatto ritorno a vivere con i genitori. Anche l’ex fidanzato è stato ascoltato dagli investigatori come persona informata sui fatti e ha riferito di non avere più rapporti con lei dopo la fine della relazione.

Secondo quanto emerso, non risultano denunce pregresse o segnalazioni formali per episodi di violenza o minacce. Tuttavia, la Procura ha deciso di approfondire in modo specifico la sfera dei contatti online e l’utilizzo dei social network da parte della giovane.

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Il profilo Instagram misterioso e le frasi nelle chat

L’attenzione degli inquirenti si è concentrata su un profilo Instagram con cui Annabella aveva scambiato messaggi dopo la fine della relazione sentimentale. L’account, riconducibile a due sole iniziali, risulta cancellato dal mese di ottobre, rendendo necessarie verifiche tecniche più complesse.

Nelle chat acquisite agli atti, la giovane avrebbe scritto frasi ritenute rilevanti dagli investigatori, tra cui: «Se diventi il mio stalker, ti individuo subito» e «se muoio o mi succede qualcosa, sappiamo di chi è la colpa, di un uomo che non sa accettare il rifiuto». Questi messaggi hanno spinto la magistratura a verificare l’identità del titolare dell’account e la natura del rapporto.

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Le indagini in corso e la richiesta di dati ai social

Allo stato attuale, gli inquirenti non ravvisano un collegamento diretto tra le chat e la morte della 22enne. La linea prevalente resta quella del suicidio, supportata dagli elementi raccolti sulla scena e dal contenuto dei biglietti di addio.

Parallelamente, sono state inoltrate richieste formali alle piattaforme social per ottenere dati tecnici utili all’identificazione del titolare dell’account, come indirizzi IP e cronologia delle connessioni. Le verifiche proseguono anche sugli altri dispositivi digitali della giovane, con l’obiettivo di chiarire ogni possibile zona d’ombra legata al contesto relazionale e online.

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