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“Segnatevi questa data, meglio prepararsi”. Caldo record, arriva il picco: poi cambia tutto

Mappa del caldo estremo sull’Europa con temperature elevate

Una nuova ondata di caldo estremo sta attraversando l’Europa con valori eccezionali, tanto da risultare evidente anche nelle rilevazioni satellitari. I dati osservati dai satelliti Copernicus Sentinel-3 dell’Agenzia Spaziale Europea descrivono temperature della superficie terrestre fuori scala in diverse aree urbane, confermando la portata del fenomeno.

Secondo quanto comunicato dall’Esa, a Madrid la temperatura al suolo ha toccato 48°C. Valori molto elevati sono stati rilevati anche a Poitiers e a Saragozza, dove il terreno ha raggiunto rispettivamente 46°C. A Roma il satellite ha misurato 44°C sulla superficie, un dato superiore alla temperatura dell’aria registrata in città, indicata in 36°C.

Le misurazioni satellitari riguardano la temperatura della superficie (asfalto, tetti, suolo), che può risultare significativamente più alta di quella dell’aria. Nelle aree densamente edificate, dove prevalgono materiali che accumulano calore e dove la ventilazione è ridotta, l’effetto può accentuare il disagio e aumentare il rischio di colpi di calore, soprattutto nelle ore centrali della giornata.

Italia verso il picco con l’anticiclone Caronte

Nel frattempo, l’anticiclone continua a rafforzarsi e mantiene condizioni di stabilità atmosferica, con scarsa nuvolosità e irraggiamento intenso. In Italia, la situazione viene monitorata con particolare attenzione: il Ministero della Salute prevede livelli di allerta elevati su gran parte del territorio, con 18 città da bollino rosso e altre sei in arancione; resteranno in area gialla Catania, Messina e Cagliari, dove il disagio atteso è più contenuto.

Le proiezioni meteo indicano che l’Italia si avvicina al momento più intenso dell’ondata legata all’anticiclone Caronte. Tra fine settimana e domenica 28 giugno, in molte regioni le temperature reali o percepite potrebbero arrivare intorno ai 40°C all’ombra, con un disagio bioclimatico più marcato in aree come la Pianura Padana, il Lazio e la Campania.

Secondo gli scenari descritti nell’aggiornamento, dopo il picco potrebbe aprirsi una fase diversa: una perturbazione nordatlantica in arrivo dall’area tra Groenlandia e Islanda potrebbe indebolire la struttura anticiclonica a partire da mercoledì 1 luglio. L’ingresso di aria più fresca determinerebbe un calo termico anche sensibile, con effetti più rapidi e marcati nelle regioni settentrionali.

Il cambiamento, tuttavia, può portare criticità. L’impatto tra aria molto calda presente nei bassi strati e aria più fredda in quota può favorire temporali intensi e fenomeni localmente violenti. Viene citata anche la possibile formazione di una Cold Pool, cioè una sacca di aria fredda che, precipitando, può provocare cali improvvisi delle temperature accompagnati da raffiche di vento e grandinate.

Allerta caldo: provvedimenti e misure nelle città

In Italia, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha convocato un tavolo straordinario sull’emergenza caldo, chiedendo particolare attenzione ai grandi eventi estivi, con un focus su concerti e affollamenti. Tra le indicazioni, anche percorsi dedicati nei pronto soccorso per la gestione dei casi di colpo di calore, con attenzione particolare alle persone più vulnerabili: anziani, bambini e donne in gravidanza.

Tra le misure locali riportate, a Roma è stato predisposto un presidio medico al Colosseo e sono stati installati nebulizzatori per ridurre il calore percepito dai visitatori. A Verona è stata decisa la chiusura del terzo e quarto piano della Casa di Giulietta. A Firenze, gli Uffizi continuano a ricevere soltanto visitatori prenotati, con capienza ridotta al 50% dopo un guasto all’impianto di climatizzazione. A Palermo, il presidente del tribunale ha sospeso le udienze fino al 29 giugno a causa di problemi ai condizionatori.

Il numero verde 1500, attivato dal Ministero della Salute, ha raccolto circa 300 telefonate dal 22 giugno. Le richieste arrivano soprattutto da familiari di anziani e da datori di lavoro che chiedono chiarimenti sulle misure di tutela per chi opera all’aperto o in contesti particolarmente esposti.

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