
“Mangiavo nella ciotola del cane e lei mi…”. Segregato dalla moglie per 20 mesi: orrore in Italia. Una situazione di apparente benessere economico, poi il progressivo isolamento e, infine, la fuga. È la vicenda al centro di un procedimento giudiziario a Milano, dove un imprenditore del settore finanziario avrebbe subito per circa venti mesi violenze, controlli e umiliazioni da parte della moglie, oggi sua ex coniuge e socia in affari.
La ricostruzione dell’accusa descrive un quadro grave, fatto di presunti maltrattamenti, limitazioni della libertà personale e condizionamento psicologico. Sarà l’udienza preliminare a stabilire se gli elementi raccolti siano sufficienti per arrivare a processo.

Segregato dalla moglie: la vicenda nell’abitazione di corso Vercelli
I fatti contestati sarebbero iniziati in un elegante stabile di corso Vercelli, nel centro di Milano. L’uomo, attivo nella finanza e titolare di un’attività con un fatturato annuo indicato in circa mezzo milione di euro, conduceva una vita agiata, tra auto di lusso e una barca.
Secondo quanto emerge dall’inchiesta, la crisi di coppia sarebbe nata anche da accuse legate a una presunta epatite. Da quel momento, sempre secondo la ricostruzione investigativa, l’imprenditore sarebbe stato indotto a sentirsi responsabile della situazione, fino a perdere gradualmente autonomia e capacità di reagire.

Presunti maltrattamenti e controllo sulla vita dell’imprenditore
L’accusa parla di un presunto assoggettamento psicologico sviluppatosi nel tempo. La vittima sarebbe stata allontanata dalla propria rete sociale e professionale, mentre telefono, documenti personali e disponibilità economiche sarebbero finiti sotto un controllo sempre più rigido.
Nel fascicolo vengono inoltre indicati episodi di percosse, minacce e umiliazioni. La donna è accusata di avere prospettato conseguenze sulla reputazione dell’uomo e sui suoi affetti, in una dinamica che, stando agli inquirenti, avrebbe inciso profondamente sulle sue condizioni fisiche e psicologiche.
Tra gli elementi al vaglio c’è anche il racconto di condizioni di vita degradanti. L’uomo avrebbe mangiato nella ciotola del cane e sarebbe stato privato della dignità quotidiana. Circostanze che dovranno essere verificate nel contraddittorio giudiziario.
Il momento decisivo della vicenda risale al 9 ottobre 2024.
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